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Salario basso? Ci pensano i milionari

21/09/2015

A fine gennaio, Jeff Green, magnate americano dell’immobiliare, ha preso moglie, figli e due babysitter ed è volato a Davos, in Svizzera, sul proprio jet privato. In questa elegante cittadina di montagna, dove ogni anno l’élite economica mondiale conviene per discutere dei problemi più pressanti del giorno al World Economic Forum, Green, che ha fatto i soldi scommettendo sul crollo dei mutui ‘subprime’, ha sorpreso molti dichiarando a Bloomberg in un’intervista: “La mia preoccupazione più grande per il nostro Paese è che la globalizzazione e la crescita esponenziale delle nuove tecnologie, che hanno già distrutto milioni di posti di lavoro, ne distruggeranno altri milioni e milioni negli anni a venire.” Anche grazie a un rapporto pubblicato in quei giorni dall’organizzazione non-governativa Oxfam – secondo il quale già nel 2016 l’1% più ricco della popolazione mondiale deterrà più ricchezza dell’altro 99% – il problema della disuguaglianza è stato così tra quelli più discussi durante il meeting.

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Medellin, l’arma urbanistica contro il degrado

16/09/2015

Appollaiato sulle colline scoscese che circoscrivono Medellin a Ovest, il famigerato quartiere Comuna 13 è stato per quasi tre decenni uno dei palcoscenici più caldi della lunga guerra civile – tra ribelli di sinistra, gruppi paramilitari di destra, organizzazioni criminali, il signore della droga Pablo Escobar e il governo nazionale – che ha devastato la Colombia a partire dagli anni Cinquanta e in cui hanno perso la vita più di 220.000 persone. Qui, nel 2002, le forze dell’ordine colombiane sferrarono la dura, e controversa, Operazione Orione, occupando le strade a colpi di fucile per riprenderne il controllo. Più di recente, però, Comuna 13 è diventato tra i maggiori protagonisti dell’incredibile trasformazione di Medellin, un processo di rigenerazione urbana che ha fatto di questo centro di 3,5 milioni di abitanti, per anni capitale mondiale degli omicidi (con un picco di 381 per 100.000 abitanti nel 1991 – a mo’ di confronto il record oggi spetta a San Pedro Sula in Honduras con 171 omicidi per 100.000 abitanti), la città più innovativa dell’anno nel 2013.

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Giovani, individualisti e privi di fede

04/08/2015

Se gli adolescenti italiani vanno sempre meno spesso in chiesa, nonostante la popolarità di Papa Francesco tra i millennial, ad abbandonare la pratica religiosa a grande velocità sono anche i giovanissimi degli Stati Uniti, un paese che storicamente ha una tradizione religiosa più variegata della nostra ma forse ancor più diffusa e radicata. Oltre a suonare l’allarme per le Chiese con la “c” maiuscola, analizzati in dettaglio, recenti dati fanno riflettere più complessivamente sulle preferenze delle nuove generazioni. E non solo in fatto di religione, ma in generale di partecipazione alla società e al mondo.

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Il lavoro perfetto? Quello fuori classifica

31/07/2015

Quasi due milioni di studenti universitari americani hanno ottenuto una laurea quadriennale quest’anno, o si laureeranno entro la fine del 2015, e si preparano ad entrare nel mercato del lavoro. Dopo anni di recessione in cui l’unica preoccupazione dei neo-laureati era di trovare un impiego qualsiasi, ora che l’economia USA è in ripresa e sta creando ogni mese centinaia di migliaia di nuovi posti, l’attenzione dei più giovani sembra spostarsi verso un altro, più ambizioso, obiettivo: individuare la carriera “perfetta”. Ecco allora che si moltiplicano le classifiche sulle professioni di qualità superiore, le più desiderabili, che garantiscono il magico mix di guadagni, stabilità e creatività.  Anche se, di fronte a una definizione così vaga, identificare le occupazioni migliori resta un’impresa ardua. Con i ranking  che possono fornire al massimo qualche indicazione generale in vista dei primi colloqui di lavoro.

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Stati Uniti “Pride”

06/07/2015

Con la decisione della Corte Suprema del 26 giugno nel caso Obergefell v. Hodges, che ha stabilito che il matrimonio è un diritto costituzionale di tutti gli americani, quindi anche degli omosessuali, gli Stati Uniti sono diventati il 23mo paese al mondo a legalizzare, a livello nazionale, le unioni tra persone dello stesso sesso. Sono cominciati così subito i festeggiamenti in ogni angolo d’America, a partire naturalmente dalla Casa Bianca e dalla Corte Suprema, dove già dalle prime ore del mattino si erano radunati gruppi di attivisti e sostenitori in attesa del verdetto dei nove massimi giudici americani. “La nostra nazione è stata fondata sul principio fondamentale che siamo tutti creati uguali – ha dichiarato il Presidente Barack Obama dal giardino delle rose della Casa Bianca – Oggi possiamo dire, senza ombra di dubbio, che abbiamo reso la nostra Unione un po’ più perfetta”.

Certo, il matrimonio gay era già legale in 37 stati, con una popolazione equivalente al 70% del totale, e quindi la Corte Suprema lo ha semplicemente esteso anche ai rimanenti 13. Tra essi, comunque, ve ne sono almeno due di dimensioni sostanziali, il Texas e l’Ohio. Complessivamente la decisione riguarda quindi circa 3 milioni di persone che hanno guadagnato così il diritto a sposarsi. Al di là di questi numeri, è questo un passaggio davvero storico, anche a livello simbolico, tanto più perché tutt’oggi gli Stati Uniti hanno un’influenza culturale sproporzionata sul resto del mondo. “La decisione della Corte Suprema non ha a che vedere solo con le nozze – ha commentato Frank Bruni sul New York Times – ha a che vedere con il valore [degli individui]. Dal più alto pulpito di questa nazione, nel più autorevole dei toni, una maggioranza di giudici ha detto a una minoranza di americani che essi sono normali e che fanno parte del paese – pienamente, gioiosamente e con tanto di torta”.

Dello stesso tenore anche la conclusione della sentenza che rappresenta l’opinione dei cinque giudici favorevoli (i quattro contrari hanno redatto ognuno il proprio testo di dissenso), scritta da Anthony Kennedy e già lodata per la sua bellezza quasi elegiaca. Scrive Kennedy: “Non c’è unione più profonda del matrimonio, giacché questo incarna i più alti ideali di amore, fedeltà, devozione, sacrificio e famiglia. Nel formare un’unione matrimoniale, due individui diventano qualcosa di più grande di quanto fossero in precedenza. Come dimostrano alcuni dei richiedenti nei casi qui in discussione, il matrimonio rappresenta un amore che può durare anche dopo la morte. Si equivocano questi uomini e queste donne quando li si accusa di mancare di rispetto all’idea del matrimonio. Il loro appello è proprio che lo rispettano, lo rispettano così profondamente che desiderano trovare l’appagamento che ne deriva per se stessi. La loro speranza è di non essere condannati a vivere in solitudine, esclusi da una delle istituzioni più antiche della civiltà. Chiedono uguale dignità negli occhi della legge. La Costituzione accorda loro tale diritto”.

Insomma, un momento straordinario per la comunità LGBTQ americana e internazionale. E la ciliegina sulla torta di una settimana incredibile per il presidente Obama, apertasi con gli stati del Sud che hanno finalmente iniziato ad ammainare la bandiera confederata in risposta alla tragica sparatoria del 17 giugno in una chiesa afro-americana di Charleston in South Carolina, dove hanno perso la vita nove persone, e proseguita poi con la riaffermazione, sempre da parte della Corte Suprema, della costituzionalità della sua legge di riforma sanitaria.

Con la fine della sua presidenza ormai prossima, e dopo anni in cui la sua eredità politica pareva in dubbio, sospesa nel limbo dell’ostruzionismo repubblicano e di alcuni suoi passi falsi, la sentenza Obergefell v. Hodges ha anche un altro effetto politico. Mette infatti in una luce diversa l’operato…Prosegue su IlBo

Poveri a scuola: gli Stati Uniti si scoprono diseguali

25/06/2015

L’83% di studenti di scuola pubblica a Meridian, la sesta città più popolosa del Mississippi, vicino al confine con l’Alabama, ha diritto al pranzo in mensa gratuito, o a prezzi fortemente scontanti. Un’indicazione del fatto che questi ragazzi provengono da famiglie in difficoltà economica se non addirittura povere. La media statale è del 71%. Fino a qualche anno fa, questi numeri così preoccupanti erano perlomeno rappresentativi solo di una minoranza di scuole americane, concentrate in particolare nel sud del Paese, quella Bible Belt in cui, tra le altre cose, si fa ancora molto sentire l’eredità della segregazione razziale (gli studenti di Meridian sono per l’86% afro-americani). Più di recente, però, anche se il Mississippi continua a guidare questa classifica così poco prestigiosa, il resto degli Stati Uniti pare si sia avviato sulla stessa strada, con conseguenze profonde e di lungo periodo non solo per gli individui coinvolti ma per la società americana tutta.

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Economia on demand: il ritorno dei braccianti

22/06/2015

Ormai le si può usare per pagare il conto al ristorante, in particolare quando lo si deve dividere tra più commensali; oppure per mandare le camice al lavasecco, con raccolta e consegna a domicilio; oppure ancora per trovare un passaggio sui jet privati per un weekend esotico. Sull’onda del successo ottenuto dall’avanguardia delle varie Uber, AirBnB, TaskRabbit, le app che sono alla base della cosiddetta “sharing economy” pervadono, almeno negli Stati Uniti e in Canada, sempre più industrie e professioni, tanto che si comincia a parlare di una nuova economia “on demand” (ovvero “su richiesta”, giacché basta cliccare su uno schermo di telefono per avvalersi di qualsiasi servizio) o, altrimenti, di “uberizzazione” dell’economia.

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