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Usa, pillola e consultori pubblici sono un risparmio per la sanità

31/10/2014

WASHINGTON – I programmi di pianificazione familiare finanziati con soldi pubblici funzionano. Non solo contribuiscono a ridurre il numero di gravidanze indesiderate e a mantenere sotto controllo le infezioni da malattie trasmesse sessualmente, ma, nel lungo periodo, fanno risparmiare anche soldi ai contribuenti. Queste, almeno, sono le conclusioni di un importante studio in proposito pubblicato dal Guttmacher Institute, un centro di ricerca specializzato nella dimensione della famiglia e della sessualità.

“Questo nuovo rapporto dimostra l’importanza di garantire alle donne il giusto accesso ai servizi sanitari preventivi – ha commentato alla stampa Cecile Richards, presidente della Planned Parenthood Federation of America, la più grossa organizzazione americana che opera in questo settore – Abbiamo sempre saputo che queste prestazioni sono cruciali per loro, ma questo nuovo studio dimostra anche quanti benefici ne traggano i loro figli”.

Per “family planning” negli Stati Uniti si intende una serie di iniziative garantite a proteggere la salute delle donne, e ora anche degli uomini, e, di conseguenza, delle loro famiglie. I servizi offerti dai medici e dalle cliniche che se ne occupano, come quelli della rete Planned Parenthood, sono molto variegati e includono la consulenza sulla contraccezione come anche lo screening per il virus dell’HIV e del cancro cervicale. Questi programmi sono sostenuti dai dollari del governo federale grazie a una legge del 1970 nota come Title X, che mira a renderne i costi sostenibili anche per le persone meno abbienti, le quali possono farne uso a prezzi scontati se non addirittura gratuitamente anche in un sistema sanitario come quello americano quasi interamente privatizzato. Un secondo veicolo di finanziamento della pianificazione familiare è Medicaid, l’assicurazione sanitaria pubblica per i più poveri.

Il Guttmacher Institute stima ora che ogni dollaro investito dallo Stato su questi programmi si traduca in risparmi federali di oltre 7 dollari, una proporzione che nel 2010 avrebbe significato complessivamente 13,6 miliardi di dollari di uscite in meno per il governo di Washington. Per arrivare a questa cifra, i ricercatori del think tank hanno prima calcolato che, nel 2010, i fondi pubblici in questione, circa 2,2 miliardi di dollari, avrebbero direttamente contribuito a evitare 2,2 milioni di gravidanze indesiderate (incluse quasi 500.000 a rischio), 100.000 casi di clamidia, oltre 16.000 di gonorrea, 410 di HIV, 3.700 casi di cancro cervicale (di cui 2.110 sarebbero risultati nella morte della paziente) e via dicendo. Sulla base dell’impatto economico avuto solitamente da queste malattie, e dalla nascita di bambini molto prematuri e già afflitti da complicazioni mediche, Guttmacher ha poi stimato i risparmi ottenuti attraverso questa forma di prevenzione. Il lavoro delle cliniche che ricevono fondi Title X in particolare ne sarebbe responsabile per circa la metà.

“Quest’analisi quantifica per la prima volte la miriade di benefici apportati dai programmi pubblici di family planning, anche oltre l’aiuto che danno alle donne che vogliono evitare le gravidanze indesiderate – ha dichiarato, al lancio del rapporto, Jennifer Frost, il suo autore principale – Offre inoltre il ritratto più completo fin qui sul valore che hanno gli investimenti dei contribuenti su questi servizi”.

Si tratta di un dato molto importante, perché Title X è da tempo nel mirino dei repubblicani a Washington. Tra i servizi offerti dagli operatori, come Planned Parenthood, che ne ricevono i fondi, vi è spesso anche l’interruzione di gravidanza, cui si oppone ferocemente la destra religiosa e i suoi rappresentanti al Congresso. Durante la campagna per le presidenziali del 2012, anche Mitt Romney aveva promesso che, se eletto alla Casa Bianca, avrebbe eliminato il programma. Va detto che, già oggi, i soldi di Title X non possono per legge essere usati per pagare per gli aborti. Ma i conservatori a Washington preferibbero stare sul sicuro ed escludere completamente dai fondi pubblici chiunque garantisca anche l’interruzione di gravidanza. Poco importa che numerose ricerche dimostrano come i programmi di pianificazione familiare contribuiscono a diminuire il numero di aborti. Secondo un più vecchio rapporto del Guttmacher Institute, Title X avrebbe aiutato a prevenire quasi…Prosegue su Pagina99

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