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Un miliardo di dollari, la scommessa verde di De Blasio per New York

26/09/2014

A margine del vertice Onu sul clima, il sindaco promette di investire molto per migliorare l’efficienza energetica della metropoli. Sandy ha cambiato la percezione del pericolo e già Bloomberg aveva fatto molto

Washington – Sullo sfondo del summit Onu sul clima e della marcia che domenica ha portato 300mila persone in strada a New York per chiedere un impegno urgente contro il cambiamento climatico, il sindaco Bill De Blasio ha annunciato un piano per rendere anche la città che governa più pulita. Attraverso investimenti pubblici e un irrigidimento delle norme che regolano l’efficienza energetica degli edifici, De Blasio punta a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% (sui livelli del 2005) entro il 2050. È questa la formula che l’ONU raccomanda per tutti i paesi sviluppati e che questa settimana è stata ufficialmente adottata anche dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso per quanto riguarda la UE. La Grande Mela diventerebbe così la più grande città al mondo a fare propria un’iniziativa che è già in corso d’opera, tra le altre, anche a Berlino, Londra, San Francisco, Stoccolma e Sydney.

“Sappiamo che l’umanità si trova di fronte a una sfida esistenziale”, ha dichiarato de Blasio martedì durante un breve intervento di fronte all’Assemblea Generale dell’ONU. “La causa siamo noi: come riscaldiamo le nostre case, come ci muoviamo, la maniera incosciente in cui viviamo”.

Per i residenti di New York, la minaccia del cambiamento climatico si è fatta improvvisamente reale due anni fa, quando l’uragano Sandy ha travolto la città, uccidendo 44 persone, allagando numerosi quartieri, lasciando al buio chiudendo strade, ponti e linee di metropolitana, e costando all’economia locale 19 miliardi di dollari.


(Un’immagine dell’immediato post-Sandy – Getty Images)

L’amministrazione de Blasio vuole intensificare gli sforzi sull’ambiente già intrapresi durante l’epoca di Michael Bloomberg, a partire dallo stanziamento di un miliardo di fondi municipali da investire, nei prossimi dieci anni, per rinnovare circa 3.000 edifici pubblici, non solo uffici ma anche scuole e ospedali, persino gli alloggi sovvenzionati, che versano in condizioni spesso precarie e contribuiscono quindi sproporzionatamente alle emissioni di gas inquinanti. I soldi serviranno a rimpiazzare i vecchi condizionatori, a sostituire le lampadine tradizionali con l’illuminazione al LED, a modernizzare le caldaie e a installare pannelli solari. Le autorità new yorchesi intendono inoltre imporre standard simili ai privati, anche se al momento non è chiaro quando entrerà in vigore un vero e proprio obbligo di legge. Questi dovranno adeguare le proprietà esistenti, o costruirne di nuove in conformità a questi parametri più rigorosi.

Si tratta di una mossa particolarmente importante a New York che, essendo una città densamente popolata e con un ottimo sistema di trasporti pubblici, è già relativamente efficiente dal punto di vista energetico. Non, però, per quanto riguarda il settore immobiliare, che, come nelle altre grandi metropoli americane, consuma circa il 75% dell’energia complessiva, contro il 40% della media nazionale. E, infatti, secondo stime preliminari fatte dagli esperti del comune, già a partire dal 2025 le ristrutturazioni pianificate dovrebbero tradursi in risparmi energetici di 1,4 miliardi di dollari l’anno.

Per adesso questa è solo una promessa e, per funzionare, l’iniziativa di de Blasio avrà bisogno dell’impegno continuato, sul lungo periodo, anche di future amministrazioni così come degli imprenditori edili.

Esistono però già numerosi esempi di come l’ammodernamento degli immobili può portare sia alla riduzione delle emissioni inquinanti sia al risparmio. Proprio a New York, l’Empire State Building ha completato una complessa ristrutturazione energetica qualche anno fa e oggi i suoi proprietari risparmiano…Prosegue su Pagina99

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