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Usa, sempre meno madri minorenni. È stata Mtv o la pillola?

01/09/2014
Una scena di Juno (2006), protagonista una futura madre giovanissima

WASHINGTON – Se in Italia il fenomeno delle mamme adolescenti è relativamente circoscritto, negli Stati Uniti, come per altro nel Regno Unito, quella dei bambini nati da ragazze tra i 13 e i 19 anni è stata a lungo una piaga diffusa e molto allarmante per le autorità, giacché le prospettive socio-economiche sia di queste madri che dei loro figli sono assai peggiori che per le donne che rimangono incinta da adulte.

Negli ultimi anni il numero di neonati americani con mamme adolescenti sembra essere crollato vertiginosamente. Non solo, in parallelo è calato drasticamente anche il ricorso, da parte di queste giovani, all’interruzione di gravidanza. Il che significa semplicemente che il numero di ragazzine sotto i 19 anni che rimangono incinta negli Stati Uniti è andato rapidamente diminuendo. Per ragioni che anche gli esperti trovano del tutto misteriose.

“Dal picco dei primi anni novanta, il tasso di gravidanze tra le adolescenti americane è calato del 50% e quello dei parti del 57% — dice a pagina99 Bill Albert, che dirige la programmazione della National Campaign to Prevent Teen and Unplanned Pregnancy, un’organizzazione non-profit da anni in prima linea su questo tema – Siamo ora sui minimi storici, un progresso davvero straordinario su un problema che tanti americani consideravano un tempo intrattabile”. Tale declino si è registrato in tutto il paese e tra tutti i gruppi etnici, in particolare tra i giovani ispanici e asiatici.

Se questa tendenza si è sviluppata lentamente tra gli anni novanta e duemila, si pensa soprattutto in risposta all’allarme AIDS, è andata poi molto intensificandosi nell’ultimissimo periodo, proprio in un momento in cui quell’emergenza, se non del tutto sorpassata, è comunque sotto controllo come mai prima. Tra il 2010 e il 2013 si sono osservate riduzioni nel numero di parti da parte di adolescenti sul 10% l’anno. Un dato questo che però ha sorpreso e disorientato gli esperti, che non se ne sanno dare una spiegazione precisa.

In un recente articolo su Vox, Sarah Kliff ha passato in rassegna senza grande convinzione una serie di ipotesi offerte in proposito. C’è chi dice ad esempio che la crisi economica possa aver giocato un ruolo importante, anche se solitamente le preoccupazioni finanziarie influenzano molto di più le decisioni degli adulti che quelle degli adolescenti, che in teoria non devono ancora preoccuparsi dell’andamento dei propri investimenti in borsa o dell’esiguità dei propri stipendi. Dopo tutto, avere figli da adolescenti è raramente una scelta consapevole.

C’è poi chi sostiene che il tutto possa essere dovuto da un lato allo sforzo fatto più recentemente dalle autorità mediche nazionali di incoraggiare l’uso dei contraccettivi di lungo periodo, come ad esempio la spirale contraccettiva (o IUD, dall’inglese “intra-uterine device”), anche tra le adolescenti, e dall’altro dall’impegno di sempre più distretti scolastici sul fronte della educazione sessuale a scuola. In entrambe i casi, però, i numeri non sono sufficienti a gettare luce su un fenomeno così esteso come quello che si osserva oggi. Meno del 5% di giovani fa infatti affidamento a dispositivi come lo IUD. Per quanto riguarda l’educazione sessuale, se alcune località, ad esempio la città di Milwakee in Wisconsin, vi hanno davvero investito grandi risorse e dedizione, tante altre non hanno lanciato nessuna iniziativa in merito. 26 stati inoltre impongono che questi corsi si concentrino soprattutto sulla promozione dell’astinenza, non una strategia né particolarmente innovativa né creativa.

Infine, Kliff cita Philip Levine, un professore del Wellesley College in Massachusetts, che è convinto che siano stati “16 and Pregnant” e “Teen Mom”, popolari programmi del canale televisivo MTV che raccontano le difficili quotidianità di adolescenti incinta e poi madri, a convincere i giovani americani a stare alla larga dalle gravidanze impreviste, causando addirittura un terzo del declino registrato negli ultimi quattro anni.

 

 

 (Il trailer di 16 and pregnant)

Secondo Albert della National Campaign, la soluzione a questo enigma è più semplice di quanto non si pensi. “Il calo storico delle gravidanze e dei parti di donne ancora minorenni è il risultato…prosegue su Pagina99

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