Skip to content

Fracking: svanisce il sogno dell’autosufficienza energetica

19/06/2014

Da qualche anno negli Stati Uniti non si fa che parlare di come la fratturazione idraulica (o “fracking”), e altre simili tecnologie estrattive di ultima generazione, abbiano dato il via a una rivoluzione energetica di proporzioni storiche, che sta ora contribuendo alla ripresa economica americana – avendo fatto di questo paese uno dei più competitivi al mondo quanto ai costi del gas naturale e dell’elettricità – e, nel lungo periodo, permetterà a Washington di districarsi dall’instabilità politica che continua a caratterizzare la regione medio orientale e le nazioni produttrici di petrolio (basti pensare al nuovo precipitare della situazione in Iraq). Eppure alcuni esperti mettono già in guardia sull’eccessivo ottimismo che domina questo dibattito, convinti sì che il gas, e, in maniera meno significativa, il petrolio di scisto rappresentino un’alternativa importante a fonti di energia più tradizionali, ma che quest’industria sia anche nella stretta di una pericolosa ondata di speculazione.

Dati della Energy Information Administration, un’agenzia del governo federale, mostrano che se nel 2007 il gas di scisto rappresentava circa l’8,1% della produzione americana complessiva di gas naturale, nel 2012 la sua quota era salita al 39%. Per quanto riguarda il greggio, si è passati dal 12% nel 2008 al 35% nel 2012. E, almeno per il momento, questo trend continua inarrestabile.

Ma a leggere tra le righe, anche dei rapporti e degli studi più entusiasti rispetto al potenziale energetico degli Stati Uniti, si comprende che il boom del gas e del greggio di scisto è probabilmente solo temporaneo. Ad esempio, Francis O’Sullivan e Sergey Paltsev del Massachusetts Institute of Technology hanno calcolato nel 2012 che la produzione di gas generata dai pozzi di questo genere tende a scendere del 60% dai livelli iniziali già nei primi dodici mesi di vita, e successivamente di un ulteriore 20% all’anno. Considerato che “il volume reale del boom del gas di scisto è apparso nel 2009 – scrive sulla rivista online NEO F. William Engdahl, un ricercatore specializzato nel settore – “ciò significa che i giacimenti in cui erano presenti trivellazioni significative dal 2009 sono già drammaticamente esauriti del 80%, e presto del 90%.”(Qui una traduzione italiana del suo articolo).

Non tutti sono così pessimisti, ma, anno più anno meno, le problematiche da lui sollevate sono senz’altro inevitabili. “La produzione di greggio e gas naturale dalle formazioni di scisto hanno dato agli Stati Uniti circa dieci anni prima che il loro esaurimento cominci seriamente – dice Arthur Berman, un geologo del petrolio e consulente indipendente che vive a Houston, Texas – Le stime più credibili, incluse quelle del governo, suggeriscono che la produzione di greggio di scisto raggiungerà il picco nei prossimi 3-7 anni e poi comincerà a declinare, mentre, per quanto riguarda il gas, le predizioni sono più variabili ma anche quelle più ottimiste valutano che il picco produttivo sarà raggiunto subito dopo il 2020”. Di conseguenza, spiega Berman, “l’idea che la situazione energetica degli Stati Uniti sia stata rivoluzionata per sempre è falsa”.

Tra l’altro, la sopravvivenza commerciale di questi depositi difficili e costosi da raggiungere dipende direttamente dall’andamento dei prezzi internazionali di gas naturale e greggio, i primi già troppo bassi perché l’estrazione attraverso il fracking sia davvero sostenibile a livello finanziario e i secondi sufficienti oggi, ma non più se un barile di petrolio dovesse mai scendere sotto gli 80 dollari circa.

Siccome però si continua a trivellare in ogni angolo degli Stati Uniti, c’è chi comincia a temere…Prosegue su IlBo

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...