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“Quel computer ha trovato modo di fare soldi”, il giudice indaga

23/03/2014

Washington –  Nel mondo dell’alta finanza di oggi contano le frazioni di secondo, intervalli talmente minuscoli da essere irrilevanti pressoché in qualsiasi altro contesto. Il volume d’affari che ruota attorno al cosiddetto trading ad alta frequenza (High Frequency Trading), è aumentato enormemente negli ultimi anni. Spinto da società finanziarie che grazie ad algoritmi sempre più sofisticati cercano di avvantaggiarsi di ogni minimo movimento dei titoli, questo sistema coinvolge ormai circa la metà di tutte le azioni scambiate negli Stati Uniti.

Proprio per via della sua importanza crescente, il trading ad alta frequenza è finito nel mirino del procuratore generale di New York. Eric Schneiderman ha annunciato l’apertura di un’indagine su una serie di apparenti privilegi di cui godono questo genere di trader specializzati. «Invito gli altri regolatori e le nostre borse ad adottare misure reali, concrete, per mettere fine agli abusi peggiori delle forme predatorie di trading ad alta frequenza», ha dichiarato il procuratore.

Pare ad esempio che le società di high frequency trading si appoggino su speciali accordi di co-location, con cui le borse, inclusi il New York Stock Exchange e il Nasdaq, permettono loro di piazzare i propri server all’interno delle stesse in cambio di una certa somma di denaro. Sempre su pagamento, a queste società viene poi garantita maggiore larghezza di banda.

Ciascuno di questi servizi offre ai clienti un vantaggio di tempo, spesso calcolato in millisecondi, che consente ai trader ad alta frequenza di effettuare scambi rapidi e spesso privi di rischi prima che il resto del mercato sia in grado di reagire – ha detto Schneiderman – Il risultato è che costoro si assicurano entrate enormi mentre obbligano i grandi investitori a sviluppare strategie difensive complicate e costose per nascondere i propri ordini dai trader parassitici».

Pur non essendo l’autorità federale preposta alla sorveglianza della borsa (ruolo che spetta alla Securities and Exchange Commission), l’ufficio del Procuratore generale di New York ha poteri straordinari nel perseguire casi di frode finanziaria, grazie a una legge del 1921 nota come Martin Act. Non è la prima volta.

Proprio su pressione del Procuratore generale, l’estate scorsa l’azienda specializzata in informazione finanziaria Thompson Reuters ha abbandonato la consuetudine di…Prosegue su Pagina99

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