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Alluvione in Colorado, danni ambientali gravissimi

26/09/2013

da Washington

Le acque del fiume Boulder Creek dopo l'alluvione in Colorado.(© Getty) Le acque del fiume Boulder Creek dopo l’alluvione in Colorado.

Nel Colorado devastato dall’alluvione di metà settembre, le acque hanno iniziato lentamente a recedere. Lasciando dietro di sé uno scenario drammatico. Le piogge torrenziali hanno causato incalcolabili danni finanziari e almeno otto morti: un numero destinato a salire giacché mancano all’appello decine di persone.
IL FIUME AVVELENATO. Ma con le prime operazioni di pulizia si comincia a percepire anche l’enorme impatto ambientale dell’alluvione.
Si calcola che almeno 34.500 galloni di petrolio – pari a 130.596 litri – si siano rovesciati nel fiume South Platt e nei suoi affluenti a causa della rottura di una dozzina di serbatoi di stoccaggio.
IL RISCHIO PER LA SALUTE. Una stima solo parziale poiché i rilevamenti sono ancora in corso. Milioni di galloni di liquami e agenti chimici inquinanti sono fuoriusciti dalle fognature e dagli impianti per la depurazione: tanto che le autorità statali hanno ordinato ai residenti delle zone afflitte di stare lontani dalle acque di piena perché potrebbero rappresentare un rischio per la salute pubblica.
LE CONSEGUENZE DEL FRACKING. Ma sono soprattutto gli effetti collaterali del fracking – la tecnologia estrattiva delle fratturazione idraulica, che permette di raggiungere depositi di greggio e gas naturale prima inaccessibili – che preoccupano.
2O MILA POZZI DI ESTRAZIONE. Il fracking, che consiste nell’utilizzo di acqua ad alta pressione e agenti chimici per rompere le rocce e poterne estrarre gli idrocarburi, è usato intensivamente in Colorado. La contea Weld, la più colpita dall’alluvione, vanta circa 20 mila pozzi, la più alta concentrazione di tutti gli Stati Uniti.
«In Colorado abbiamo un esempio di quella che chiamiamo estrazione estrema», ha detto a Lettera43.it Gary Wockner, il direttore statale di Clean Water Action, un gruppo ambientalista che opera su scala nazionale «con pozzi scavati vicino ai fiumi e nelle pianure alluvionali».

Fratturazione idraulica: 2 mila pozzi chiusi e verifiche impossibili

L'alluvione del Colorado. (© Getty) L’alluvione del Colorado.

Degli oltre 62 mila pozzi del Colorado, circa 2 mila si sono allagati durante l’alluvione e sono poi stati chiusi.
LE ACQUE DI SCARTO DISPERSE. L’industria energetica locale sostiene che al momento della piena non era in corso alcuna operazione di frazionamento idraulico. Ma in molti sono convinti che il danneggiamento dei pozzi abbia provocato la perdita, se non di petrolio e gas, almeno delle acque di scarto generate durante l’estrazione e non ancora riciclate o depurate prima dell’alluvione. Acque che contengono quantità altissime di composti chimici contaminanti.
L’ACCUSA DEGLI AMBIENTALISTI. Per Wockner, le norme oggi in vigore sono del tutto insufficienti a garantire la sicurezza di questo processo estrattivo, in particolare…Prosegue su Lettera43

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