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Casa Bianca, per il 2016 sono già partite le candidature

26/08/2013

da Washington

Il presidente americano Barack Obama.(© Gettyimages) Il presidente americano Barack Obama.

Il presidente Barack Obama è rientrato a Washington dopo le ferie trascorse a Martha’s Vineyard, l’isola in Massachusetts dove l’aristocrazia politica americana si rifugia durante l’estate.
LE QUESTIONI INSOLUTE. Ad attenderlo nella capitale federale c’erano una lunga serie di problemi internazionali, grattacapi legislativi e schermaglie partitiche: per esempio l’irrisolta riforma delle leggi sull’immigrazione e la questione del deficit di bilancio, su cui democratici e repubblicani non trovano un accordo e che, a meno del solito compromesso dell’ultimo minuto, rischia di far chiudere i battenti al governo di Washington in autunno.
LE CONGETTURE SUL SUCCESSORE. Come se non bastasse, nel momento di massima difficoltà del presidente, travolto dalle critiche sulla gestione del dossier egiziano, la politica a stelle e strisce è impegnata in un vortice di congetture sul nome del suo successore.
L’EPOCA FINITA DEL PRESIDENTE. L’amara realtà è che, vista l’opposizione strenua della Camera, dove i repubblicani hanno la maggioranza, salvo miracoli (non aspettati) alle elezioni di medio-termine del novembre 2014, nei tre anni restanti alla Casa Bianca Obama è probabilmente destinato a ottenere scarsi risultato a livello legislativo.
Da questo punto di vista, la sua epoca rischia di essere già finita. Non sorprende quindi che, sullo sfondo della ormai perenne paralisi politica di Washington, si cominci a guardare oltre.

Hillary e il vice Joe Biden proiettati verso il futuro

Joe Biden, numero due della Casa Bianca, durante un comizio per le presidenziali.(© Getty Images) Joe Biden, numero due della Casa Bianca, durante un comizio per le presidenziali.

Naturalmente gli occhi siano tutti puntati su Hillary Clinton, che oggi gode di circa il 60% delle preferenze degli elettori democratici e sbaraglierebbe la concorrenza di partito se dovesse decidere ufficialmente di entrare in gara. «La sua fitta agenda di impegni pubblici dà la sensazione sempre più diffusa che sia davvero intenzionata a candidarsi», ha confermato a Lettera43.it Kyle Kondik, analista politico del Center for Politics dell’Università della Virginia.
L’ULTIMA CHANCE DI BIDEN. Di sicuro, l’attuale vice-presidente Joe Biden segue da vicino l’evoluzione del pensiero Clinton. Data la non più tenera età (compie 71 anni a novembre) Biden vede infatti le elezioni del 2016 come l’ultima opportunità per ascendere al ruolo di comandante in capo e sarebbe il favorito naturale in casa democratica se Clinton dovesse decidere di stare alla larga dalla contesa.
La presenza di questi due grandi nomi del firmamento democratico oscura almeno in parte quelli degli altri politici dell’asinello che stanno comunque valutando la possibilità di lanciarsi nell’arena delle presidenziali.
IL TRAVAGLIO DEI POLITICI MINORI. Generalmente, i sintomi più classici di questo genere di travaglio interiore sono la pubblicazione di un libro o visite regolari in Stati come l’Iowa e il New Hampshire, che aprono la stagione delle primarie e di conseguenza rivestono grande importanza simbolica per i candidati e per l’elettorato.
LA EAST COAST IN PRIMA FILA. Ed è osservando questi movimenti che Politico, il sito con maggiori indiscrezioni dalle stanze del potere, ha redatto una lista di democratici promettenti e all’arrembaggio: il governatore del Maryland Martin O’Malley, che si è fatto recentemente vedere in New Jersey a sostegno della campagna per il Senato del sindaco di Newark Cory Booker, e lo stesso Booker, giovane, di colore, con grandi ambizioni politiche.
ANCHE CUOMO E WARREN SUL RING. Tra le donne vi sono l’amata senatrice del Minnesota Amy Klobuchar, che è in visita in Iowa nella settimana fra il 19 e il 24 agosto, la senatrice di New York Kirsten Gillibrand, che ha appena firmato un contratto per pubblicare un’autobiografia, e ancora la combattiva senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren. Da non dimenticare, poi, il senatore della Virginia Mark Warner e i governatori Andrew Cuomo di New York, Deval Patrick del Massachusetts, John Hickenlooper del Colorado, e Peter Shumlin del Vermont.

I repubblicani scatenati: ci riprova Santorum e Rubio cattura i latino

Il senatore della Florida Marco Rubio, durante la campagna elettorale di Mitt Romney.(© Getty Images) Il senatore della Florida Marco Rubio, durante la campagna elettorale di Mitt Romney.

Ma il fermento maggiore, in vista di una battaglia che inizia in realtà molto prima che si aprano le danze, c’è in casa repubblicana…Prosegue su Lettera43

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