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Obama sfida la disuguaglianza economica

12/03/2013

 

Che la disuguaglianza economica negli Stati Uniti sia cresciuta enormemente negli ultimi trent’anni è fatto ben noto a tutti, anche all’estero. Meno conosciuti sono gli sforzi che il governo federale americano porta avanti da decenni — e che, sotto la guida del Presidente Barack Obama, promette ora di intensificare — per far fronte a questo fenomeno.

4 marzo 2013, Washington. Barack Obama in riunione con il suo gabinetto sullo stallo dei negoziati del cosidetto “sequester”. (Win McNamee/Getty Images)

LE OBIEZIONI AL SALARIO MINIMO. La settimana scorsa ad esempio si è parlato su queste colonne del salario minimo, che negli Stati Uniti già esiste e che la Casa Bianca vuole ora far aumentare. Le critiche portate solitamente a questa politica pubblica sono di triplice natura: che un aumento forzato del costo del lavoro causa maggior disoccupazione; che i datori di lavoro diventano, in questo contesto, gli unici a sostenere gli oneri di una strategia anti-disuguaglianza che dovrebbe invece vedere coinvolta tutta la società; e che in realtà il salario minimo contribuisce in maniera marginale alla lotta alla povertà, perché quelli che lo ricevono (ad esempio i cassieri di McDonald’s) sono più spesso adolescenti o studenti universitari che provengono da famiglie della classe media e vogliono semplicemente mettere assieme un po’ di contante extra che lavoratori veri e propri che dipendonoesclusivamente da questo reddito .

LA LOTTA ALLA DISUGUAGLIANZA ECONOMICA. Mentre la prima delle tre obiezioni sollevate (l’effetto negativo del salario minimo sull’occupazione) si basa su scarsa evidenza scientifica, gli altri due punti hanno una loro validità. Non a caso, il governo di Washington implementa già da molto tempo un altro programma anti-disuguaglianza di natura prettamente fiscale, volto proprio a risolvere queste contraddizioni.

Earned Income Tax Credit.

IL SUSSIDIO EARNED INCOME TAX CREDIT. Si tratta del cosiddetto «Earned Income Tax Credit» (EIC o EITC). L’EIC è un meccanismo per cui le famiglie, specialmente quelle con due o più figli, i cui membri lavorano regolarmente e quindi guadagnano un reddito, ma si trovano impiegati in occupazioni poco qualificate e poco retribuite, oltre a non pagare tasse su tale reddito ricevono un sussidio federale.

UN VANTAGGIO FISCALE PER LE FAMIGLIE.Questo sistema, creato nel 1975 e da allora rinnovato cinque volte, è pensato per sostenere il livello di vita delle famiglie meno abbienti, per aiutarle a coprire la payroll tax (la tassa che finanzia il sistema di pensioni pubbliche e che è detratta direttamente dalle buste paga dei dipendenti) e per incoraggiare tutti a entrare comunque nel mercato del lavoro, anche in posizioni pagate male.

UN SOSTEGNO PER CHI LAVORA. Al contrario di altre sovvenzioni federali per i poveri, come il sussidio di disoccupazione, i food stamp (i buoni per l’acquisto di cibo) e Medicaid (la copertura sanitaria pubblica), l’EIC è infatti accessibile solo a coloro che dimostrano di essere impiegati. Inoltre, tale meccanismo, che ha una struttura piramidale, si innesca dai redditi più bassi, ma continua a crescere in valore fino a raggiungere un picco e poi tornare gradualmente a scendere, e infine scomparire, quando i guadagni di un lavoratore aumentano. Dunque non rappresenta mai un deterrente al lavoro.

COME FUNZIONA L’EIC. Nella sua più recente incarnazione, ad esempio, l’EIC contribuisce 2 mila 810 dollari a una famiglia con due figli che ha un reddito annuale di 7 mila dollari. L’apice lo si raggiunge a 15 mila dollari l’anno di reddito, quando il fisco rimborsa 5 mila e 36 dollari. Per redditi familiari di 25 mila dollari, l’EIC ha un valore di 4 mila 285 dollari e per redditi di 35 mila dollari di 2 mila 179 dollari. Per una coppia sposata con due figli, la soglia massima per ricevere l’EIC è di 45 mila dollari l’anno di reddito.

27 MILIONI DI AMERICANI AIUTATI NEL 2011. Essendo un incentivo fiscale, l’EIC ha il vantaggio che tutti i contribuenti ne sostengono i costi, non solo i datori di lavoro. Secondo l’Internal Revenue Service– l’equivalente americano dell’Agenzia delle Entrate – nel 2011 27 milioni di persone hanno ricevuto questo rimborso per una spesa complessiva da parte dell’erario federale di 62 miliardi di dollari. Secondo calcoli delCenter on Budget and Policy Priorities, nel 2009 6,6 milioni di americani sono saliti al di sopra della soglia di povertà grazie all’EIC, tra cui oltre 3 milioni di bambini.

Prosegue su LetteraPolitica

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