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Stato dell’Union: Obama punta tutto sulla classe media

12/02/2013

Da Washington

Barack Obama. (Jewel Samad/Afp/Getty Images)

Sarà un Presidente Barack Obama sicuro di sé e combattivo quello che salirà sul podio nella serata di martedì 12 febbraio di fronte al Congresso a camere riunite, e farà l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione, il proprio quarto dal 2009. Un intervento, quello che Obama sta finendo di scrivere in queste ore, dedicato alla classe media e che mira a illustrare i dettagli dell’agenda progressista già presentata a grandi linee in occasione della propria seconda cerimonia di insediamento il 21 gennaio.

LAVORO E CRESCITA, LE PRIORITÀ DI OBAMA. Secondo le anticipazioni rilasciate ai media da fonti vicine alla Casa Bianca, Obama si concentrerà quasi esclusivamente sull’economia, ponendo l’accento sull’ancora alto tasso di disoccupazione e sulla necessità di rimettere in moto la crescita. Per raggiungere questo obbiettivo prioritario, il presidente presenterà una serie di proposte per nuovi finanziamenti pubblici nell’ambito dell’istruzione, delle infrastrutture, dell’energia pulita e della ricerca.

I TRE CARDINI DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE. Il New York Times riporta che saranno tre i cardini del suo discorso: l’impegno a rifare del Paese «un polo di attrazione per posti di lavoro e settore manifatturiero», l’intenzione di offrire agli americani «le conoscenze necessarie» ad avere successo in questa nuova economia, e la promessa che «il lavoro duro garantisca un livello di vita dignitoso».

Barack Obama in un passaggio del Discorso sullo Stato dell’Unione 2012.

LE TRATTATIVE CON I REPUBBLICANI SUL DEBITO. Dato l’incessante dibattito sul debito pubblico e l’approssimarsi della scadenza per il «sequester» — i tagli alla spesa pubblica che entreranno in vigore automaticamente il primo marzo a meno di un accordo sul budget tra democratici e repubblicani – Obama proverà poi a placare le ire degli avversari offrendo loro un ammontare di riduzione della spesa e/o aumento delle entrate federali equivalente al costo di questi nuovi programmi di stimolo economico.

DOPO IL DISCORSO, IL TOUR DEL PRESIDENTE. Complessivamente, però, l’aggressivo discorso di martedì sera sarà rivolto soprattutto ai democratici in aula e al pubblico che seguirà da casa, con buona pace dei rappresentanti del Gop, che ne saranno quasi certamente delusi. E, come ormai da tradizione, Obama farà immediatamente seguito allo Stato dell’Unione con l’ennesimo tour nazionale, nella speranza di assoldare direttamente il sostegno degli elettori e, accresciuto così il proprio capitale politico, di far maggiore pressione sulla Camera a maggioranza repubblicana.

OBAMA A CACCIA DELL’APPOGGIO POPOLARE. Naturalmente, il presidente non mancherà di appellarsi al senso di responsabilità di tutte le parti politiche e di evidenziare l’importanza di un approccio pragmatico di compromesso alle sfide legislative che il gove

rno americano deve affrontare nei prossimi mesi. Ma sarà un gesto più rituale che sentito. Dopo un primo mandato alla Casa Bianca fatto di continui scontri con il Congresso, di durissima opposizione alle politiche proposte dall’amministrazione da parte del contingente ultra-conservatore del Gop alla Camera, e di conseguente stallo legislativo, il neo-rieletto Obama ha ormai gettato la spugna del bipartitismo e sembra determinato invece a sfruttare al meglio l’appoggio popolare di cui gode in questo momento per portare avanti la propria agenda con o senza l’aiuto dei rivali.

ALTRI TEMI DEL DISCORSO. Oltre a disoccupazione, crescita e bilancio, il presidente discuterà anche di altre questioni di politica interna, come ad esempio la riforma dell’immigrazione e la piaga sociale delle armi da fuoco. Infine, Obama accennerà alla politica estera, anche se non si prevede che vi si soffermi a lungo, preferendo un messaggio quasi esclusivamente di natura economica.

La word cloud del Discorso sullo Stato dell’Unione 2012.

Prosegue su LetteraPolitica

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