Skip to content

Super Bowl, dietro il sipario

01/02/2013

Da Washington

In questo ultimo strascico di settimana lavorativa, gli appassionati americani attendono palpitanti l’arrivo del weekend e dell’evento sportivo dell’anno, il 47mo Super Bowl, ovvero la finalissima del campionato professionistico di football.

A sin. John Harbaugh (Baltimore Ravens) (L) e Jim Harbaugh (San Francisco 49ers). (Rob Carr/Getty Images e Ezra Shaw/Getty Images)

NUMERI SUPER PER LA PARTITA DELL’ANNO. La partita, che si gioca domenica 2 febbraio a New Orleans, si calcola porterà nella famosa città della Louisiana tra i 125 mila e i 150 mila visitatori, per un impatto economico complessivo di oltre 400 milioni di dollari. Una media di più di 100 milioni di spettatori la seguirà in televisione da ogni angolo del Paese, ordinando quel pomeriggio 4 milioni di pizze da asporto e consumando, durante tutto il weekend a tema, 1,2 miliardi di chicken wings. A sfidarsi saranno i San Francisco 49ers, che tornano al Superbowl per la prima volta dal 1995 (ne hanno vinti cinque in tutto), e i Baltimore Ravens, che si sono imposti nell’unica occasione in cui vi hanno partecipato, nel 2001. Sarà una lotta fratricida. Letteralmente. Gli head coach delle due squadre sono infatti i fratelli John (Baltimore) e Jim Harbaugh (San Francisco).

Impatto violento.

LA PESSIMA SALUTE DEL FOOTBALL USA.Ma tra le cifre iperboliche (uno spot pubblicitario di 30 secondi durante la diretta di domenica sera costerà quasi 4 milioni di dollari), la curiosità per la performance di Beyoncé nel tradizionale spettacolo dell’intervallo (chi può dimenticarsi del capezzolo di Janet Jackson che fece brevemente capolino nel Super Bowl del 2004?), e le ansie dell’ultimo minuto di atleti e tifosi, è giusto notare anche che il football americano versa in pessime condizioni di salute.

ATLETI, 20 ANNI DI ASPETTATIVA DI VITA IN MENO. Grazie, infatti, alla sempre maggiore potenza fisica dei giocatori e alla violenza degli scontri che caratterizzano questo sport di contatto, i professionisti della National Football League (NFL) hanno un’aspettativa di vita che si aggira sui 55 anni, di vent’anni inferiore alla media nazionale per gli uomini.
I problemi di salute di chi gioca o ha giocato a football, e che sono alle origini di questo dato sconcertante, variano dai dolori cronici alle articolazioni, che li rendono dipendenti da farmaci antiinfiammatori, a problemi di cuore causati dal tipo di allenamento estenuante cui vengono sottoposti.

Classica azione di gioco. ( Chris Graythen/Getty Images)

GRAVI DANNI CEREBRALI. Ma la questione centrale è quella dei danni al cervello. Le frequenti commozioni cerebrali (266 quelle contate nella stagione 2011) possono causare ad esempio l’encefalopatia traumatica cronica. Anche detta demenza pugilistica, questa condizione porta a depressione, rapidi cambiamenti di umore, instabilità emotiva, e altri sintomi simili a quelli dell’Alzhaimer. E addirittura al suicidio. Come ad esempio nel più recente, ma non unico, caso di Junior Seau, ex linebacker dalla carriera ventennale con San Diego, Miami e New England, ritiratosi nel 2009 e uccisosi nel 2012, all’età di 43 anni, con un colpo di pistola al cuore.
Sono probabilmente diverse decine gli ex giocatori professionisti afflitti da questa malattia oggi, anche se, visto che viene diagnosticata solo post

-mortem, si conosce con certezza solo il numero di coloro che, una volta deceduti, sono stati sottoposti a autopsia.
Secondo uno studio pubblicato in settembre dalla rivista medica Neurology, inoltre, i giocatori di football sviluppano disturbi neurodegenerativi a un ritmo tre

volte superiore a quello della popolazione generale (quattro volte superiore se si parla di Alzheimer e sclerosi laterale amiotrofica, o SLA).

Il logo della National Football League.

ATLETI VS NFL, 200 CAUSE LEGALI.  Non sorprende quindi che sulla NFL siano cominciate a piovere le cause, quasi 200 quelle avanzate fin qui da circa 4000 atleti (tra cui 26 membri della Hall of Fame) che sostengono che le dirigenze della lega li hanno tenuti a lungo all’oscuro dell’evidenza scientifica sui danni causati dalle commozioni cerebrali.

Prosegue su LetteraPolitica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...