Skip to content

Obama, parole da lasciare nella storia

21/01/2013

Da Washington

Si dice che nessun presidente americano abbia avuto un secondo mandato più facile e più efficace del primo, con l’eccezione forse di Abraham Lincoln, che fu assassinato appena un mese dopo il proprio ritorno alla Casa Bianca nella primavera del 1865.

IL SACRO RITUALE DEL DISCORSO INAUGURALE. Lunedì 21 gennaio si aprono, con la cerimonia pubblica di insediamento sulla scalinata del Campidoglio, i secondi quattro anni di Barack Obama alla guida degli Stati Uniti. E starà a lui offrire nuova ispirazione al Paese e al contempo presentare la propria visione governativa per il futuro in quello che ormai è diventato un rituale sacro della politica americana, il discorso inaugurale.

20 gennaio 2009, Washington. Il primo discorso inaugurale di Barack Obama. (Alex Wong/Getty Images)

OBAMA 2009: UN PRECEDENTE NON ESALTANTE. L’intervento di Obama nel 2009 — incentrato sulla necessità di una nuova accettazione di responsabilità per gli eccessi del passato, sia da parte della classe politica sia del pubblico — è considerato dagli esperti sopra la media complessivamente deludente di questo tipo di oratoria. Ma non è entrato nella storia del genere, forse perché troppo pragmatico, troppo legato al contesto del momento (all’inizio della crisi economica, alle guerre in Iraq e Afghanistan, agli errori della presidenza Bush) e privo di quella retorica roboante con cui l’ex Senatore dell’Illionois si era fatto conoscere in campagna elettorale, illudendo tutti che a ogni discorso appassionante ne avrebbe fatto seguire un altro ancora migliore.

IL PASSAGGIO PIÙ ELOQUENTE DEL DISCORSO 2009. Senz’altro il passaggio più eloquente, il punto che meglio illustra la rilevanza storica della sua presidenza, si trova verso la fine, quando Obama identifica nei valori essenziali della democrazia americana la forza che ha fatto sì che «un uomo, il cui padre meno di sessant’anni fa non avrebbe potuto sedersi al tavolo di un ristorante, si trovi ora al vostro cospetto, pronto a fare il giuramento più sacro».
Rimane, però, che il primo pronunciamento di Obama da presidente non rientra in quasi nessuna top ten dei migliori discorsi inaugurali di sempre. È invece a due altre icone della politica a stelle e strisce, il solito Lincoln e Franklyn Delano Roosevelt, che si riconoscono le performance più memorabili.

20 gennaio 1933, Washington. Il giuramento di Franklin Delano Roosevelt. (National Archive/Getty Images)

ROOSEVELT 1933: SPERANZA E CORAGGIO. In occasione del proprio primo insediamento alla Casa Bianca, nelle ore cupe del marzo 1933, quando gli Stati Uniti erano nella morsa della Grande Depressione, Roosevelt offrì speranza e incoraggiamento a una nazione stanca e impaurita. In un discorso di meno di 20 minuti, dedicato quasi interamente all’economia, Roosvelt attaccò l’avarizia di banchieri e imprenditori e fece  una celebre dichiarazione: «Lasciate dunque che io esprima la mia ferma convinzione che quanto dobbiamo temere sopra ogni cosa è la paura stessa, quella paura senza nome, irragionevole e ingiustificata, che paralizza i movimenti necessari per trasformare una ritirata in un’avanzata».

Abraham Lincoln, il 16° Presidente degli Stati Uniti. (Alexander Gardner/Getty Images)

LINCOLN 1865: UN PAESE DA RICONCILIARE. Ancora più celebrato, per i contenuti ma soprattutto per la prosa, il discorso fatto da Lincoln nel marzo 1865, quando, dopo anni di battaglie sanguinose tra nord e sud, sia la guerra civile sia la schiavitù stavano ormai per giungere al termine. Inaspettatamente, quello del secondo giuramento non fu un Lincoln trionfante. Tutt’altro, il presidente preferì allora toni succinti e sobri, e un intervento lungo appena quattro paragrafi, per riflettere sull’orrore della guerra, sul mistero della provvidenza divina e del suo ruolo negli affari dell’uomo, e sulla necessità di riconciliazione tra le varie fazioni che avevano lentamente portato alla lacerazione del tessuto sociale del Paese. «Senza malizia contro nessuno; con carità verso tutti; con fermezza nella correttezza — che Dio ci permetta di vedere il giusto — concludiamo dunque il lavoro che abbiamo cominciato; per chiudere le ferite della nazione», così riassunse il proprio pensiero Lincoln, con alcune delle parole più citate della storia americana.

20 gennaio 1961, Washington. Il giuramento di John Fitzgerald Kennedy. (Hulton Archive/Getty Images)

L’APPELLO DI KENNEDY. Le citazioni non mancano neanche per il discorso di John Fitzgerald Kennedy del 1961, quello del famoso appello, «non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese». O per quello di Harry Truman del 1949, con cui, mentre il mondo emergeva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale e assisteva all’alba della Guerra Fredda, il presidente si lasciava andare, in maniera rivelatasi poi eccessiva, a un certo ottimismo («la suprema necessità del nostro tempo è che gli uomini imparino a vivere insieme in pace e armonia», disse allora Truman).

JEFFERSON 1801: IL PIÙ FORTE GOVERNO. Infine, non si possono dimenticare le parole di Thomas Jefferson nel 1801, una riflessione attenta e profonda sulla giovanissima repubblica americana. «Credo che i

l nostro sia il più forte governo sulla terra. L’unico dove ogni uomo, al momento necessario, si precipiterebbe a difendere la legge e reagirebbe a viol

azioni dell’ordine pubblico come a una preoccupazione personale. Talvolta si dice che non ci si può fidare che l’uomo sia capace di governare se stesso. Come può quindi essere responsabile del governo di altri? O abbiamo trovato angeli nella forma dei re che lo governano?».

Il giuramento di Obama quale 44° Presidente Usa nella mani del capo della Corte Suprema, il 20 gennaio 2009. (Timothy A. Clary/Afp/Getty Images)

Prosegue su LetteraPolitica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...