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Usa, Senato al femminile

07/11/2012

Da Washington

La democratica Tammy Baldwin, eletta in Wisconsin e prima senatrice americana dichiaratamente omosessuale.La democratica Tammy Baldwin, eletta in Wisconsin e prima senatrice americana dichiaratamente omosessuale.

Prosegue la lenta avanzata delle donne americane verso le alte sfere della politica a stelle e strisce. In particolare al Senato. È previsto che a Washington da gennaio 2013 i seggi rosa salgano di tre unità portando il totale a 20. Un primato storico.
Tra le nuove arrivate ci sarà anche Tammy Baldwin, eletta in Wisconsin e destinata a diventare il primo rappresentante dichiaratamente gay al Senato federale. Il record per le donne in politica va però al New Hampshire che, primo Stato della storia, vanta ora un centro di comando (due senatrici e due deputate, più il governatore) tutto al femminile.

I GRATTACAPI DI OBAMA. Ed è proprio ilpink power forse la nota più interessante delle elezioni per il Congresso: le urne hanno altrimenti confermato l’equilibrio partitico emerso con le elezioni di medio-termine nel 2010. I repubblicani hanno cioè mantenuto la propria maggioranza schiacciante alla Camera e i democratici quella più modesta al Senato.
Si prospettano quindi altri due anni almeno di governo diviso (la Camera e un terzo del Senato saranno rinnovati nuovamente nel 2014), che potrebbero diventare un continuo grattacapo per il presidente Barack Obama, che finora non è proprio riuscito a lavorare con i deputati del Grand old party (Gop).
Sulla scia della vittoria alla Casa Bianca, i democratici hanno avuto un’ottima performance al Senato, dove hanno conquistato la maggioranza dei seggi che erano considerati incerti.

I BOOMERANG DELLE DICHIARAZIONI SESSISTE. Elizabeth Warren, professoressa di Harvard, protettrice dei diritti dei consumatori e alfiere del progressismo americano ha scalzato il repubblicano moderato Scott Brown dal suo seggio del Massachusetts, in quella che è già considerata la campagna per il Senato più cara della storia. In Missouri è stata riconfermata Claire McCaskill, soprattutto grazie alle posizioni sull’aborto prese in campagna elettorale dallo sfidante repubblicano Todd Akin, l’autore della personalissima teoria scientifica secondo cui il corpo della donna è in grado di impedire la gravidanza in caso di uno stupro «autentico»
Stessa storia anche in Indiana, dove Joe Donelly ha battuto Richard Mourdock, colpevole di aver detto che anche la gravidanza che risulta dall’abuso sessuale va considerata volere divino.

Prosegue su Lettera43

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