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Voto, Washington si scalda

06/11/2012

da Washington

A Washington, dove circa il 40% della gente lavora per il governo, il voto è un fatto personale e molto sentito.A Washington, dove circa il 40% della gente lavora per il governo, il voto è un fatto personale e molto sentito.

Un po’ come il Mardi Gras a New Orleans, il capodanno di Times Square a New York e l’Halloween del Castro District a San Francisco. Per gli appassionati di politica, la lunga notte delle elezioni nella capitale Washington D.C. è un appuntamento da non perdere.
«È quasi meglio di Natale!», racconta divertita a Lettera43.it Lauren Pickering Unsworth, 26enne che lavora per una società che offre servizi di consulenza sulle tecnologie a democratici e progressisti.

LO SPOGLIO DELLE SCHEDE ELETTORALI. In questa città non c’è tassista che, il mattino dopo un dibattito presidenziale, non abbia voglia di discutere di come sono andate le cose, di chi ha vinto e di chi ha perso. E si fa fatica a trovare residenti – democratici, repubblicani o indipendenti – che non abbiano in programma di seguire lo spoglio delle schede tra il 6 e il 7 novembre.

IL VOTO, UN FATTO PERSONALE. Dopotutto, gli americani non votano solo per scegliere il futuro presidente americano, ma anche per chi sarà, nei prossimi quattro anni, il cittadino più rinomato e in vista di Washington. Da queste parti insomma, dove circa il 40% della gente lavora per il governo (contro una media nazionale del 17%), il voto è un fatto personale e molto sentito. E perché no, anche un’ottima scusa per fare festa.
Mickey Kupecz ha 24 anni e lavora per una società di consulenza al dipartimento della Difesa: «Guarderò i risultati a casa di amici e poi più tardi ce ne andremo al Policy sulla 14esima strada per celebrare o piangere», racconta. Inutile dire che, per quelli di diversa fede politica, c’è anche il locale gemello Public pronto una lunga maratona elettorale.

SERATE A TEMA E FESTE PRIVATE. Per chi vuole stare in compagnia fino a tarda notte, in città non ci sono che bar pronti a offrire una serata a tema, oltre che feste private di ogni genere e per ogni gusto. Il 201 Bar ha in programma di servire servirà un menu dedicato ai due contendenti mentre Art and Soul avrà otto cocktail speciali, uno per ogni Swing State – dal Colorado Orchard al Cheese Head, con vodka e cubetti di formaggio del Wisconsin.
Chi si ricorda di indossare l’adesivo “ho votato”, distribuito nei seggi di Washington, può ricevere uno sconto quasi ovunque.

Un misto di eccitazione e nervosismo

L’adesivo “ho votato”, distribuito nei seggi di Washington, permette di ottenere sconti quasi ovunque.  L’adesivo “ho votato”, distribuito nei seggi di Washington, permette di ottenere sconti quasi ovunque.

L’atmosfera che si respira è un misto di eccitazione e nervosismo, con gli ultimi sondaggi che favoriscono il presidente in carica ma danno comunque lo sfidante repubblicano Mitt Romney molto vicino (Washington è a stragrande maggioranza democratica e, nel 2008, Barack Obama ricevette il 92,5% dei voti).

CHI NON ERA NEGLI USA NEL 2008. I più elettrizzati sono quelli che non c’erano quattro anni fa. Quando Obama fu eletto per la prima volta, Madalina Cristoloveanu, che lavora per il governo nel campo dello sviluppo internazionale, viveva all’estero: «Martedì ci troveremo tra amici, un gruppo di gente che non era negli Stati Uniti nel 2008», dice. «Berremo birra e mangeremo salsicce seduti attorno al caminetto e ci scambieremo storie sugli strani posti da dove abbiamo seguito i risultati l’ultima volta, Senegal, Georgia, Liberia».

I RISULTATI VISTI DA CASA. Ci sono poi i nostalgici, che ricordano le elezioni del 2008 ma che quest’anno avranno meno modo di divertirsi. Katie Raymonds, che lavora per una Ong, è incinta di otto mesi e quindi guarderà i risultati da casa con il marito.
Quattro anni fa, invece, era in un locale assieme a degli amici e, alla notizia della vittoria di Obama, prese a girare in macchina per la città per partecipare in prima persona ai festeggiamenti in strada. «In sette anni a Washington quella è ancora una delle mie notti preferite», ricorda Katie. «Penso che se vincerà Obama anche quest’anno usciremo di nuovo a vedere cosa succede».

Prosegue su Lettera43

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