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Tutti i numeri delle elezioni americane

05/11/2012

da Washington

Gli americani sono chiamati alle urne martedì 6 novembre per eleggere il prossimo presidente degli Stati Uniti.
Nella stessa occasione, però, il Paese deve rinnovare parte del Senato e l’intera Camera, oltre a scegliere 11 nuovi governatori di Stato.
Infine, in 38 Stati sono in programma contestualmente 176 referendum su leggi scottanti quali la legalizzazione delle droghe leggere, i matrimoni gay e persino l’abolizione della pena di morte.
Non è solo la sfida tra Barack Obama e Mitt Romney, dunque, a sancire l’inizio di un nuovo ciclo politico negli Usa.

Ecco la competizione elettorale in numeri

AL VOTO MILIONI DI ELETTORI. Nel 2008 i cittadini aventi diritto di voto erano 213 milioni, saliti poi a 217 milioni nel 2010 (i dati ufficiali relativi a quest’anno si avranno solo dopo il voto).

GLI ISCRITTI ALLE LISTE ELETTORALI. Gli americani che si sono registrati nelle liste elettorali nel 2008 (cosa che negli Stati Uniti non avviene automaticamente al compimento della maggior età), erano 146 milioni, poi scesi a 138 milioni nel 2010.

ALLE URNE IL 61,6% DEI CITTADINI. L’effettiva percentuale di aventi diritto che ha votato nella tornata elettorale del 2008 è stata del 61,6%, contro solo il 41% nelle consultazioni di medio termine del 2010.
Storicamente, la partecipazione elettorale negli Stati Uniti aumenta in occasione delle presidenziali. Per sperare nella rielezione, per Obama è essenziale che si ripeta, se non addirittura si superi, la percentuale di schede contata nel 2008.
Sono infatti le minoranze, gli studenti e i più poveri – tradizionali sostenitori dei democratici – che votano meno frequentemente. Quando scende la partecipazione elettorale complessiva, è in particolare perché questi elettori non si presentano alle urne, concedendo ai repubblicani un vantaggio in partenza.

IN 28 MLN HANNO GIÀ VOTATO. I cittadini che hanno già votato sono 28 milioni. Si prevede che il 40% di elettori americani esprimerà la propria preferenza in anticipo rispetto all’election day del 6 novembre, in netto aumento sul 30% registrato nel 2008.
Il voto anticipato è consentito anche in alcuni swing states, Stati in bilico: Colorado, Florida, Iowa, Nevada, Ohio, Virginia e Wisconsin.

OTTO SWING STATE DA MONITORARE. Sono otto gli swing state da tenere d’occhio: Ohio, Iowa, Colorado, Virginia, New Hampshire, Florida, Nevada e Wisconsin.
La partita è destinata a giocarsi soprattutto in Ohio: nessun presidente repubblicano ha mai vinto le elezioni senza essersi aggiudicato lo Stato.

I GRANDI ELETTORI SONO 538. Secondo il sistema del collegio elettorale, i grandi elettori sono 538. E questi decideranno realmente il risultato della corsa per la Casa Bianca (per vincere, Obama o Romney devono conquistarne 270).
I grandi elettori sono suddivisi tra gli Stati sulla base delle rispettive rappresentanze al Congresso, ovvero due per i due senatori di ogni Stato e uno per ogni deputato. Il numero di deputati e senatori che siedono in congresso, ovviamente, varia a seconda della popolazione di ogni Stato.
Ci sono inoltre tre grandi elettori che rappresentano il Distretto di Columbia. Così, per esempio, l’Ohio ha 18 grandi elettori e la Florida 29.
Una volta terminato lo scrutinio delle schede, tutti i grandi elettori di uno Stato sono assegnati all’uno o all’altro candidato sulla base di chi ha vinto il voto popolare (con l’eccezione di quelli in Maine e Nebraska che sono invece distribuiti tra i due candidati su base proporzionale).
I grandi elettori non sono tenuti per legge a votare secondo la volontà del popolo, ma, negli anni, questa è diventata la prassi.

DA ELEGGERE 33 SENATORI. Su un Senato composto da 100 rappresentanti, 33 sono coloro giunti alla fine del proprio mandato di sei anni e tanti dunque i posti in palio.
Tra le competizioni più interessanti e tirate quelle tra Tim Kaine (Partito democratico) e George Allen (Partito repubblicano) in Virginia, Scott Brown (R) e Elizabeth Warren (D) in Massachusetts, Claire McCaskill (D) e Todd Akin (R) in Missouri, Richard Mourdock (R) e Joe Donnelly (D) in Indiana e tra Chris Murphy (D) e Linda McMahon (R) in Connecticut.

DEPUTATI DA RIELEGGERE: 435. Il numero complessivo di deputati alla Camera, i quali, avendo un mandato solo biennale, sono tutti in corsa per la rielezione è 435.

UNDICI GOVERNATORI DA SCEGLIERE. Le competizioni elettorali per il posto di governatore di Stato per cui si vota il sei novembre sono 11: North Carolina, Delaware, Vermont, New Hampshire, West Virginia, Indiana, Missouri, North Dakota, Utah, Montana e Washington.

AL VOTO PER 176 REFERENDUM. In 38 Stati i cittadini sono chiamati a dire la propria anche su leggi già in vigore. Tra i 176 referendum, i più interessanti sono quelli di Maryland, Stato di Washington e Minnesota sulla questione del matrimonio gay; quelli in Colorado, Oregon e di nuovo Stato di Washington sulla legalizzazione delle droghe leggere a fini ricreativi; quelli in Arkansas e Massachusetts sulla legalizzazione a fini medici.
E ancora, quello in California per abolire la pena di morte e quello del Montana per vietare che le corporation finanzino le campagne elettorali.

Prosegue su Lettera43

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