Skip to content

Usa, l’uragano Sandy si abbatte sul voto

31/10/2012

Da Washington

29 ottobre 2012, New York. La tempesta investe la città. (Timothy A. Clary/AFP/Getty Images)

Malconcia dopo il passaggio dell’Uragano Sandy, la costa orientale degli Stati Uniti, dove si trovano anche gli swing states di Virginia e New Hampshire — decisivi in quest’anno elettorale — si è dimenticata per il momento della corsa verso la Casa Bianca per concentrarsi invece sulle provviste alimentari e sulle torce elettriche che potrebbero venire utili se l’emergenza maltempo dovesse prolungarsi per qualche giorno.
E, già dal fine-settimana, anziché seguire minuto per minuto l’andamento dei sondaggi presidenziali su CNN, gli americani, comunque incollati ai propri schermi televisivi, si sono dati con la stessa passione al pedinamento di Sandy, controllandone in dettaglio le variazioni di velocità, pressione atmosferica, venti, onde e temperature, mentre lei si faceva strada verso l’America.
Anche se, mentre scriviamo, Sandy continua a impazzare nei cieli di Washington, così come in Maryland, Delaware, Pennsylvania, New Jersey e New York, ed è quindi evidentemente troppo presto per produrre una valutazione, anche preliminare, dei danni fisici e economici che potrà infliggere, si possono però già fare un paio di osservazioni sull’impatto che questo uragano avrà sulle elezioni del 6 novembre.

25 ottobre 2012, Chicago. Il presidente Barack Obama al seggio elettorale. (Mandel Ngan/AFP/Getty Images)

SANDY SOSPENDE L’EARLY VOTE.Innanzitutto, costrette dalle impraticabili condizioni atmosferiche, le amministrazioni locali degli stati colpiti hanno dovuto chiudere non solo scuole e uffici pubblici, ma anche i seggi elettorali già aperti per gli aventi diritto che volessero usufruire del sistema del voto anticipato. Negli Stati Uniti infatti non si vota solo il 6 novembre, data ufficiale delle elezioni di quest’anno. Tutt’altro. In una serie di stati sparsi per il Paese, tra cui anche gli ambitissimi Colorado, Florida, Iowa, Nevada, Ohio, Wisconsin e, per l’appunto, Virginia, gli elettori possono esprimere le proprie preferenze in anticipo.
Si calcola che fin qui (dati relativi alla fine della settimana scorsa) circa 8 milioni di americani abbiano già votato. Compreso anche il Presidente Barack Obama, che si è recato al proprio seggio di Chicago, dove è ancora ufficialmente residente, il 25 ottobre. Complessivamente, gli esperti prevedono che approssimativamente il 40% di elettori voterà in anticipo quest’anno, in aumento sul 30% del 2008.

EARLY VOTE PER FACILITARE L’ELETTORE. Questo sistema, che, in alcuni stati, comprende anche la possibilità di votare via posta, è pensato per facilitare le cose agli elettori. Negli Stati Uniti, infatti, le elezioni si tengono tradizionalmente di martedì, quando la gente è al lavoro e può non avere tempo o modo di recarsi al proprio seggio. E non a caso, le percentuali di voto in America sono molto basse se confrontate a quelle tipiche dell’Europa occidentale. Nella storica elezione del 2008, ad esempio, votò il 61,6% di aventi diritto, un record, mentre in quella di medio termine del 2010 solo il 41%.

UN SISTEMA DI VOTO CRUCIALE PER I DEMOCRATICI. Per i democratici, poi, il voto anticipato potrebbe rivelarsi quest’anno questione di vita o di morte. L’entusiasmo popolare che ha portato Obama alla vittoria nel 2008 è evaporato da qualche tempo e oggi la minaccia più pericolosa alla rielezione del presidente è quella di una bassa partecipazione elettorale. Storicamente, infatti, sono proprio alcuni gruppi chiave per i democratici a votare con meno regolarità, in particolare studenti, minoranze etniche e poveri. Quando scende la percentuale di aventi diritto che va alle urne, scende ancor più drasticamente la partecipazione di questi elettori, che la macchina organizzativa di Obama for America sta quindi cercando di portare a votare in anticipo in modo da non doversene più preoccupare il giorno delle elezioni.

EAST COAST, SEGGI ELETTORALI CHIUSI. Ora però che i seggi sono improvvisamente chiusi sulla costa est, e non si sa fino a quando (c’è chi parla addirittura della possibilità che, nel peggiore dei casi, le elezioni siano posticipate per intero), questa strategia elettorale è sostanzialmente congelata, in attesa che migliori il tempo. Così come sono congelate anche le operazioni di porta a porta, un altro dei punti forza della campagna di Obama.

Prosegue su LetteraPolitica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...