Skip to content

Sandy, uragano da 50 mld

31/10/2012

da Washington

I danni dell'uragano Sandy sulla costa Est degli Usa ammonterebbero a circa 20 miliardi di euro.(© Ansa) I danni dell’uragano Sandy sulla costa Est degli Usa ammonterebbero a circa 20 miliardi di euro.

La tempesta più distruttiva nei 108 anni di storia della metropolitana di New York. Così il capo della Metropolitan transit autority, la società di trasporti pubblici della Grande Mela, ha definito l’uragano Sandy, che ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti con una ferocia inaudita, devastando i litorali del New Jersey e allagando New York.
Battuta da venti a 130 chilometri all’ora, Atlantic City è finita presto sott’acqua, così come la cittadina di Moonachie, sempre in New Jersey, sommersa da una marea anomala che ha costretto centinaia dei circa 3 mila residenti sui tetti delle proprie abitazioni.

TRA I DANNI ANCHE IL LUNGO BLACKOUT. Anche Lower Manhattan, nella zona di Wall Street e Bowery, è rimasta sotto acqua: sette tunnel della metropolitana che attraversano l’East River sono ancora allagati ore dopo il passaggio di Sandy.
Un ospedale di New York University ha dovuto evacuare oltre 200 pazienti quando, dopo che è venuta a mancare l’elettricità, anche il generatore d’emergenza ha smesso di funzionare.
Un impianto della società elettrica Con Edison è esploso nel centro di Manhattan e tre centrali nucleari sono in stato di allerta. Ma l’elenco dei danni è troppo lungo per essere raccontato.
Complessivamente almeno 40 persone sono rimaste uccise e oltre 8 milioni di americani in 10 Stati lungo il versante atlantico del Paese, dalla Virginia al Connecticut, sono ora al buio.

Secondo gli esperti, l’uragano Sandy costerebbe circa 50 miliardi di dollari

I danni provocato da Sandy alla metropolitana di New York.(© Ansa) I danni provocato da Sandy alla metropolitana di New York.

Le prime stime dei danni causati da Sandy, fatte lunedì 29 ottobre da esperti della società di consulenza Eqecat, si aggirano su 50 miliardi di dollari, di cui solo circa 8 sarebbero assicurati.
Se queste previsioni dovessero essere confermate nei prossimi giorni, Sandy diventerebbe il quinto uragano più costoso della storia americana (l’uragano Irene del 2011 causò perdite per circa 4,5 miliardi di dollari).
Il resto pesa dunque sulle amministrazioni pubbliche, che dovranno reinvestire per riparare in particolare le infrastrutture colpite.

PERICOLO PER LA CRESCITA (-0,2% DEL PIL). Alcuni economisti consultati daBloomberg calcolano che l’uragano potrebbe causare, complessivamente, una riduzione della crescita americana nel quarto trimestre del 2012 dello 0,1-0,2% del Prodotto interno lordo, soprattutto a causa del probabile calo dei consumi in settori come per esempio la ristorazione o l’abbigliamento, dato dal fatto che negozi e ristoranti sono chiusi.
Così come lo sono, per il momento, gli uffici pubblici statali e quelli del governo federale a Washington, le fabbriche Boeing fra Virginia e Pennsylvania e tantissime altre imprese e esercizi commerciali.

IL BUSINESS DELLA RICOSTRUZIONE. Ma c’è anche chi la pensa diversamente. Secondo alcuni analisti l’effetto ricostruzione, ovvero il volume di attività economica generato nelle prossime due o tre settimane dalla necessità di riparare i guasti fatti da Sandy, sarà più che sufficiente a coprire le perdite e, anzi, è possibile che, a fine anno, il bilancio dell’uragano finisca addirittura leggermente in positivo.

A New York e New Jersey soldi direttamente da Washington

Barack Obama, 44esimo presidente degli Usa.(© Ansa) Barack Obama, 44esimo presidente degli Usa.

In un caso o nell’altro, le autorità americane questa volta erano ben preparate alla devastazione che Sandy avrebbe causato.
Il presidente Barack Obama, che ha interrotto il proprio incessante tour elettorale per rientrare a Washington e monitorare da vicino l’avanzare dell’uragano, ha stabilito il 30 ottobre che New York e New Jersey sono da considerare «aree disastrate federali», definizione che permetterà alle autorità statali di far richiesta e ricevere velocemente fondi del governo centrale (in questi casi Washington finisce, attraverso i contributi che sborsa a livello locale, per coprire la maggior parte dei costi di ricostruzione).
Il governatore repubblicano del New Jersey Chris Christie ha lodato la prontezza di riflessi dell’amministrazione.
«La risposta del governo federale è stata fantastica», ha dichiarato Christie in un’intervista sull’emittente Nbc, «il presidente si è comportato in maniera eccezionale e così anche quelli della Federal emergency management agency (Fema, l’equivalente americano della protezione civile, ndr)».

ALLA FEMA 7,8 MLD DI DOLLARI. Fema, che fu aspramente criticata nella gestione del post Katrina nel 2005, questa volta è apparsa pronta e competente. E anche ben finanziata. Dopo molte polemiche nel 2011, il Congresso nel 2012 si è finalmente accordato per garantire all’agenzia fondi, disponibili per un utilizzo immediato, per 7,8 miliardi di dollari, e finanziamenti supplementari per 11 miliardi.

Prosegue su Lettera43

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...