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Usa: Repubblicani, nuovo attacco alle donne

25/10/2012

Da Washington – Ci risiamo. I repubblicani tornano a inciampare sullo stupro con l’ennesimo candidato al Senato che se ne esce con un’affermazione oltraggiosa a proposito di donne e aborto. Le gaffe sul tema fatte negli ultimi anni dai rappresentanti della nuova leva ultra-conservatrice del GOP ormai non si contano più.

Richard Mourdock, candidato repubblicano per il seggio senatoriale dell’Indiana.

PAROLE IN LIBERTÀ, PENSIERI SINCERI.Fatto che suggerisce due considerazioni importanti: innanzitutto più che figuracce sono questi momenti di condivisione genuina, da parte dei politici in questione, di ciò che pensano realmente, anche se si tratta di opinioni politicamente scorrette; in secondo luogo i democratici devono essergli grati perché, se non fosse per questi esponenti estremisti e anche un po’ incontinenti nati assieme al Tea Party, avrebbero già perso il controllo del Senato più volte.

RICHARD MOURDOCK E LA VOLONTÀ DI DIO. La più recente puntata di questa imperdibile saga ha come protagonista Richard Mourdock, repubblicano candidato al Senato di Washington nel conteso stato dell’Indiana. Rispondendo a una domanda sull’aborto durante un dibattito televisivo martedì sera, Mourdock ha dichiarato: «Sono stato a lungo tormentato da questa questione, ma sono arrivato alla conclusione che la vita è un dono di Dio e penso che anche quando la vita comincia in quella situazione orribile che è lo stupro, si tratta comunque di una cosa che Dio ha voluto che succedesse».

NUMEROSI PRECEDENTI. Una testimonianza che ricorda quelle altrettanto controproducenti di Todd Akin, il candidato al Senato dal Missouri che a fine agosto aveva spiegato che «il vero stupro raramente causa gravidanze» perché il corpo delle donne ha un suo modo di riconoscere la violenza e evitare automaticamente il concepimento, e di John Walsh, deputato dall’Illinois in corsa per la rielezione che la settimana scorsa ha detto, «con la tecnologia moderna e la scienza non è assolutamente possibile» che una gravidanza possa mettere a rischio la vita di una donna.

NON SOLO GAFFE, UNA NUOVA DESTRA. Prese individualmente, queste uscite potrebbero anche essere semplici malintesi, frutto della difficoltà di questi novellini nell’esprimersi chiaramente sul palcoscenico politico. Ma sommate l’una all’altra, sono affermazioni che fanno pensare che, per la nuova generazione di repubblicani di destra, le donne siano davvero esseri incomprensibili misteriosamente discesi da un altro pianeta.
Come ormai da copione, la leadership del partito, a partire da Mitt Romney, è subito intervenuta per limitare i danni, prendendo le distanze dall’odioso commento di Mourdock. Il quale ha a sua volta provato a moderare la propria posizione insistendo di aver semplicemente affermato di credere che «Dio sia creatore della vita» e non di pensare che «Dio vuole lo stupro».

4 agosto 2012. Mitt Romney per la campagna di Richard Mourdock. (Scott Olson/Getty Images)

MA IL GOP NON ABBANDONA MOURDOCK. Il GOP nazionale e Romney hanno, però,  deciso di non abbandonare Mourdock, in corsa per un ambitissimo posto al Senato. La portavoce della campagna dell’ex governatore del Massachusetts Andrea Saul ha detto sì che Romney «si trova in disaccordo con i commenti di Mourdock, che non riflettono il suo punto di vista», ma ha aggiunto che il candidato repubblicano alla presidenza non ha intenzione di privare l’aspirante senatore del proprio sostegno politico né di voler ritirare un nuovo spot pubblicitario a favore di Mourdock in cui compare anche lui.

LA POSTA IN GIOCO: LA MAGGIORANZA AL SENATO. A meno di due settimane dal voto del 6 novembre, e sondaggi alla mano, il GOP non ha molto spazio di manovra se vuole ancora provare a conquistare la maggioranza al Senato. Il seggio dell’Indiana è parte integrante del piano d’attacco repubblicano e, al contrario dell’altrettanto importante Missouri, dove si era tentato di convincere Akin, per altro senza successo, a farsi da parte, è ormai troppo tardi per chiedere a Mourdock di lasciare.

INDIANA E MISSOURI, SEGGI IN BILICO PER IL GOP. E così come per Akin in Missouri (dove la poco amata senatrice democratica Claire McCaskill ha ora improvvisamente buone chance di essere rieletta), anche le dichiarazioni di Mourdock potrebbero rivelarsi fatali nel testa a testa con il democratico Joe Donnelly, soprattutto perché Donnelly è un ultra moderato (contrario all’aborto se non nei casi di incesto, stupro e pericolo per la vita della madre) che non spaventa in modo particolare gli elettori repubblicani.
Insomma, il GOP si trova probabilmente a dover fare a meno di due seggi che, solo un paio di mesi fa, sembravano appartenergli di diritto (Mourdock, in particolare, ha sconfitto nelle primarie il popolare Senatore repubblicano Richard Lugar, a Washington dal 1976, che si pensava avrebbe vinto facilmente a novembre).

SENATO, LA MAGGIORANZA MANCATA NEL 2010. Una riedizione delle elezioni di medio termine 2010 quindi, quando, in un’annata a loro molto favorevole, i repubblicani hanno comunque mancato di conquistare la maggioranza al Senato proprio a causa di una serie di candidati impresentabili. Si pensi ad esempio al consiglio dato da Sharron Angle, allora in corsa in Nevada, alle giovani donne che si ritrovano incinta in seguito a uno stupro. In un’intervista radiofonica, Angle le esortò a accettare la gravidanza indesiderata perché «se la vita ti da limoni, tanto vale fare una limonata».

Prosegue su LetteraPolitica

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