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Ecco come Romney è finito al verde

02/10/2012

Da Washington
La facoltosa campagna elettorale di Mitt Romney, il milionario amico di miliardari, sta improvvisamente raschiando il fondo del barile. Questa, almeno, è l’impressione che si ha leggendo una serie di analisi condotte da giornali americani in merito ai più recenti dati sulla salute finanziaria dei due contendenti per la Casa Bianca.

RACCOLTA FONDI, SORPASSO DI OBAMA. «Romney ha inaugurato i mesi finali della campagna presidenziale con un budget di soli $35 milioni di dollari», scrive il New York Times del 20 settembre sulla base di dati relativi al mese di agosto. Durante il quale l’ex governatore del Massachussets ha sì raccolto 67 milioni di dollari, ma ne ha spesi quasi altrettanti in spot televisivi. Dal canto suo, il Presidente Barack Obama ha cominciato il mese di settembre con 89 milioni di dollari in tasca, avendone raccolti 85 milioni e investiti 84 milioni in attività elettorale in agosto, tra pubblicità e mobilitazione degli elettori porta-a-porta. E la differenza in termini di spesa a favore di Obama si è fatta sentire, in particolare sulle frequenze di Colorado, Nevada e New Hampshire.

CONTRIBUTI ELETTORALI, UN CALCOLO COMPLESSO. In realtà, i conti delle elezioni presidenziali americane sono straordinariamente complicati, e i raffronti diretti tra un candidato e l’altro fanno raramente luce sulla situazione complessiva.
Innanzitutto, bisogna ricordare che, fino al 30 agosto, quando Romney ha ufficialmente accettato la nomination del GOP per la presidenza durante la convention di Tampa, il candidato repubblicano non poteva, per legge, contare sui fondi a lui donati per le elezioni generali, ma solo su quelli ricevuti per le primarie (poco importa che queste si fossero concluse già da mesi), due gruzzoli che devono rimanere assolutamente separati. È questa la ragione per cui la campagna di Romney ha contratto, in agosto, un debito da 20 milioni di dollari, usando i soldi già nelle proprie tesorerie ma bloccati fino a fine mese come collaterale.

TRE LIVELLI DISTINTI DI RACCOLTA E SPESA. È poi importante tenere a mente che, quando si tratta di raccolta fondi per le presidenziali, sono tre i palcoscenici principali (più una serie di altri secondari) su cui si sfidano i candidati.
1) LE CAMPAGNE DEI DUE CANDIDATI. Le rispettive campagne elettorali, cui i finanziatori (non solo individui, ma anche partiti e associazioni politiche) possono donare un massimo di 5 mila dollari, che poi possono essere spesi a piacere per coprire i costi, dai viaggi alle pubbliche relazioni. 2) LE CAMPAGNE DEI DUE PARTITI. I due partiti, cui i sostenitori possono donare fino a 30 mila e 800 dollari, di cui però solo una parte può essere ridiretta verso i candidati alla Casa Bianca, mentre il resto deve essere speso per sostenere politici in corsa per il Senato e la Camera. 3) LE SUPER PAC. I gruppi politici indipendenti, che esistono da anni ma si sono molto rafforzati, con la nascita delle Super PAC, grazie alla decisione della Corte Suprema del 2010 nel caso Citizens United vs. Federal Election Commission. Le Super PAC possono ora ricevere donazioni illimitate da individui, sindacati e aziende, e possono utilizzare questi soldi come vogliono a patto che non si coordinino ufficialmente con i candidati (vi sono infine altre entità, come i comitati statali di partito e quelli organizzati apposta per le elezioni per il Congresso, che raccolgono fondi e li spendono a fini propri).

OBAMA-ROMNEY, UN BILANCIO DIFFERENZIATO. Il Presidente Obama, il cui punto forte sono le donazioni dirette di individui alla sua campagna elettorale (in media inferiori ai 200 dollari), domina quindi questo primo campo di battaglia. Romney, che fatica con i cittadini regolari, ma non ha problemi con gli americani più ricchi, sta aiutando il Partito Repubblicano (RNC) a battere i rivali democratici (a fine agosto i repubblicani avevano 77 milioni di dollari in cassa, mentre il Partito Democratico poteva contare solo su 7 milioni, un decimo). Ma ne ha tratto solo un mezzo vantaggio, giacché, come detto, c’è un limite a quanto il partito possa a sua volta spendere per sostenerlo. E infine le Super PAC, che ricavano quasi tutti gli incassi da grossi assegni di miliardari e, di conseguenza, tendono a essere dominate da sostenitori della causa conservatrice, se non direttamente di Romney. Fin qui le organizzazioni indipendenti di destra hanno raccolto 100 milioni di dollari in più delle controparti di sinistra.

Prosegue su LetteraPolitica

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