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Usa, ricchezza a tutto gas

25/09/2012

Da Williamsport, Pennsylvania

Un impianto negli Usa per l'estrazione del gas con il fracking.(© Getty Images) Un impianto negli Usa per l’estrazione del gas con il fracking.

Sotto le acque cristalline dei laghi Finger nello stato di New York, sotto le dolci colline della Pennsylvania occidentale, gli impianti industriali abbandonati dell’Ohio orientale e le foreste lussureggianti della West Virginia, si nasconde un tesoro da oltre 1.000 miliardi di dollari.
Intrappolate in grande profondità nelle rocce del Marcellus Shale, una formazione geologica sotterranea che corre lungo la catena montuosa degli Appalachi, ci sono riserve di gas naturale tra i 2 mila e i 4 mila miliardi di metri cubi, una quantità sufficiente a farne il secondo deposito al mondo, dietro solo al giacimento South Pars tra Iran e Qatar, e, in linea teorica, a provvedere a tutto il consumo energetico americano per almeno sei anni (le stime in proposito sono estremamente variabili).

USA, CORSA ALL’ORO PER IL GAS. Negli Stati Uniti si fa un gran parlare del boom del gas naturale, iniziato circa cinque anni fa, come della nuova corsa all’oro, e il dibattito sul suo impatto economico e ambientale è sempre più acceso.
In Europa, dove i processi di estrazione sono regolati più rigidamente e dove, per ora, non c’è traccia di una simile rinascita del settore (nonostante giacimenti promettenti e la questione irrisolta della dipendenza europea dalle importazioni di gas russo), questo fenomeno è ancora poco conosciuto.

L’ESTRAZIONE GRAZIE AL FRACKING. Sono state le nuove tecnologie e la commercializzazione su ampia scala di un procedimento noto come fratturazione idraulica, ofracking, a rendere possibile l’estrazione di gas naturale dal Marcellus Shale e altri depositi simili.
Si tratta di un sistema che utilizza la pressione di fortissimi getti d’acqua, mista a prodotti chimici, per liberare fonti di energia (tra cui anche il petrolio) imprigionate in formazioni rocciose in precedenza inaccessibili.
Nel 2011 il fracking ha contribuito per un terzo del gas prodotto negli Stati Uniti e si stima raggiungerà il 50% entro il 2035. Uno sviluppo che, se attuato, potrebbe permettere a Washington di diventare indipendente dal petrolio mediorientale e, al contempo, di ridurre le proprie emissioni inquinanti, poiché i gas naturali producono meno anidride carbonica di altri combustibili fossili.

Williamsport è una delle città con maggiore crescita economica del Paese

Una donna protesta contro il fracking, la tecnica di fatturazione idraulica per l’estrazione di gas naturale.(© Getty Images) Una donna protesta contro il fracking, la tecnica di fratturazione idraulica per l’estrazione di gas naturale.

Una delle capitali del fracking a stelle e strisce è Williamsport in Pennsylvania, una cittadina di circa 30 mila abitanti adagiata lungo il corso del maestoso Fiume Susquehanna e, fino al recente rinascimento dell’energia made in America, famosa solo per l’agricoltura e per essere il luogo in cui, nel 1939, è stata inventata la Little league, il seguitissimo torneo nazionale del baseball giovanile.
Oggi, nella contea Lycoming di cui Williamsport è il capoluogo ci sono circa 850 pozzi attivi, un esercito di operai – per lo più giovani uomini soli arrivati da ogni angolo del Paese per occupare posti di lavoro con stipendi ben oltre i 50 mila dollari l’anno – un’economia in forte espansione (nel 2010, Williamsport era la settima città americana per crescita economica), traffico costante di veicoli industriali e un mercato immobiliare fuori controllo.

LA RIVOLUZIONE È STATA GRADUALE. «Nove anni fa ero al college e, con mio marito, affittavamo un monolocale per 235 dollari al mese», racconta a Lettera43.it Jody Odell Zimermman, 34enne che gestisce la birreria Bullfrog sulla quarta strada di Williamsport. «Oggi, quello stesso monolocale viaggia sui 1.200 dollari al mese».
Per Odell Zimmerman, che dice di aver osservato una crescita del giro di affari del proprio locale di circa il 20% nell’ultimo anno e mezzo, la rivoluzione portata dal boom del gas naturale non è stata improvvisa e ha permesso a questa tranquilla cittadina di provincia di adattarsi più facilmente del previsto.
«Ma ripensandoci, tutto è cambiato», prosegue. «Un tempo all’orizzonte si vedevano solo campi coltivati e oggi invece non ci sono che strade che portano a grandi complessi industriali».

BASSO IMPATTO PER IL PAESAGGIO. Per la verità, il fracking ha un impatto paesaggistico inferiore di, per esempio, una miniera di carbone o una centrale nucleare, e, durante un giro in macchina per le colline circondanti Hughesville, un paesino a 10 minuti da Williamsport attorno al quale si addensano molti dei pozzi della contea, bisogna prestare particolare attenzione per riconoscere, occultati tra un albero e l’altro, i nuovi impianti per l’estrazione del gas.
Ma per chi vive qui da sempre, la vita quotidiana è molto diversa oggi, in particolare per quelli che hanno fatto il colpo grosso, dando in leasing alle compagnie energetiche, a caro prezzo, i propri terreni.

NUOVE OPPORTUNITÀ, MA ANCHE TENSIONI. «Gente che da sempre si dedicava all’agricoltura, e in generale che non aveva mai conosciuto ricchezza vera, improvvisamente si è messa a guadagnare 30 mila dollari al mese in diritti minerari», racconta Odell Zimmerman.
Il boom energetico ha spazzato via vecchi equilibri economici e ne ha installati di nuovi, portando sì tante opportunità, ma anche nuove tensioni. Per esempio tra chi, come il fratello di Odell Zimmerman, si è trovato improvvisamente proprietario di terreni pregiati e approfitta ora di assegni mensili astronomici, e chi no, come il gestore della birreria Bullfrog.

Gli ambientalisti si oppongono all’estrazione con la fratturazione idraulica

Secondo gli ambientalisti, il fracking è pericoloso per le falde acquifere.(© Getty Images) Secondo gli ambientalisti, il fracking è pericoloso per le falde acquifere.

Il fracking, inoltre, rappresenta una potenziale minaccia all’ambiente ed è diventato l’obiettivo di una strenua opposizione da parte di gruppi ambientalisti in Pennsylvania, ma anche, nello stato di New York, dove il governatore democratico Andrew Cuomo deve decidere in questi giorni se eliminare o meno l’attuale moratoria statale.
«Chiediamo un’interdizione immediata e totale del fracking», dice Jeremy Avellino, un bioarchitetto che recentemente ha preso parte a una manifestazione di attivisti tenutasi a Philadelphia in occasione del convegno annuale della Marcellus coalition, la lobby dell’industria energetica in Pennsylvania.

Prosegue su Lettera43

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