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Romney: elettori di Obama, dei mantenuti

18/09/2012

Da Washington — La ripresa dalla pausa estiva si sta rivelando più macchinosa del previsto per Mitt Romney, la cui campagna elettorale, appesantita da gaffe grossolane e divisioni interne, sta arrancando faticosamente in queste settimane decisive della campagna elettorale per la Casa Bianca.

FUORIONDA DI ROMNEY, OFFESI METÀ DEGLI AMERICANI.  L’ultimo episodio in una lunga serie di performance degne della commedia degli errori è emerso a inizio settimana, anche se risale a qualche mese fa. Nel video di un incontro con ricchi finanziatori della causa conservatrice tenutosi in primavera — registrato di nascosto da un partecipante anonimo e fatto avere solo ora al giornalista di Mother Jones David Corn si osserva Romney mentre si lancia all’attacco di circa metà dell’elettorato, descrivendo il 47% di americani che presumibilmente sostiene il Presidente Barack Obama come un gruppo di individui oziosi e lamentosi che si sentono costantemente «vittime» del sistema e non pagano le tasse, ma si aspettano che il governo federale provveda per loro, a dargli cibo, cure mediche e un tetto sopra la testa.
Un modo di vedere le cose che rappresenta forse accuratamente la destra a stelle e strisce (anche se ignora che, ad esempio, molti dei pensionati che sostengono Romney sono tra coloro che non pagano le tasse sul reddito ma usufruiscono di programmi federali come Social Security e Medicare). Ma un atteggiamento comunque inaccettabile in campagna elettorale, quando in particolare un candidato in difficoltà come Romney deve cercare di conquistarsi le simpatie e i voti di quanti più aventi diritto possibili.

Questa clip dell’ex governatore del Massachusetts, che contribuisce a consolidarne l’immagine di politico arrogante e sprezzante, rappresenta la ciliegina sulla torta per Obama, che dopo aver fatto passi avanti nei sondaggi grazie a un’ottima convention democratica a Charlotte a inizio settembre, ha poi potuto approfittare, nell’ultima settimana, di una serie di passi falsi dei repubblicani.

A partire con le accuse, in parte infondate e comunque rivolte al presidente con pessimo tempismo, sulla morte, in Libia, dell’Ambasciatore americano Chris Stevens l’11 settembre (l’ex governatore del Massachusetts è apparso poco rispettoso e poco in sintonia con l’umore mesto della nazione). Per continuare con le rivelazioni contenute in un esplosivo pezzo di Politico  in cui sono ricostruiti le lotte e i dissidi interni alla squadra elettorale di Romney. Ne emerge un’organizzazione alle strette, dominata dalla figura dello stratega politico Stuart Stevens, erratico, imprevedibile e poco amato dagli altri membri dello staff. La pessima settimana di Romney si è poi conclusa domenica 16 settembre con un incidente immeritato e dal valore puramente simbolico. Il candidato del GOP ha dovuto annullare l’unico raduno elettorale previsto nel fine-settimana, nel combattuto Colorado, perché un piccolo aereo privato è precipitato nell’aeroporto sperduto in cui doveva atterrare anche Romney.

Si giunge così agli ultimi sondaggi (l’effetto del video sul 47% di americani «pigri» non è ancora dato). In questa fine estate da teatro dell’assurdo (cominciata con il numero di Clint Eastwood alla convention del GOP, in cui l’ormai mitico attore americano ha stupefatto tutti con una lunga e insensata conversazione con una sedia vuota), il candidato repubblicano alla presidenza sta perdendo rapidamente terreno. Anche su temi che dovrebbero essere a lui favorevoli, come le tasse, il debito pubblico e la riforma sanitaria.

Prosegue su LetteraPolitica

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