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Ann Romney, candidata first lady

30/08/2012

Da Tampa, Florida

Capelli biondi e soffici, lineamenti delicati, un’eleganza vecchio stile e la risata di una cheerleder da high school di provincia, Ann Romney incanta le donne repubblicane e potrebbe rivelarsi l’arma segreta nell’arsenale del marito Mitt.

CANDIDATA MISS AMERICA. Si sa che Romney non piace nemmeno alla base del partito. Percepito come un freddo calcolatore, un politico ambizioso disposto a cambiare posizione su qualsiasi questione a patto di farsi strada, di lui si fidano in pochi. Starà quindi a Ann, sessantatreenne in gran forma soprattutto se si considera la sua lotta con la sclerosi multipla e il tumore al seno, ammorbidire l’immagine del candidato repubblicano alla Casa Bianca nei prossimi due mesi. Se questa Miss America della politica nazionale riuscirà nell’impresa, non è improbabile che sarà lei la prossima First Ladydegli Stati Uniti.

ANN DOVRÀ CONVINCERE LE ELETTRICI AMERICANE.Compito non facile, però, soprattutto quello di convincere l’elettorato femminile a votare per un Partito Repubblicano sempre più conservatore, soprattutto su quelle questioni sociali che toccano da vicino le donne, come ad esempio l’aborto. Non a caso, secondo Gallup solo il 42% delle elettrici americane si dice intenzionato a votare per Romney, mentre il 50% dichiara di preferire il presidente Barack Obama. Eppure le donne repubblicane esistono e sono arrivate a Tampa a migliaia per la convention.

L’ELETTORATO CONSERVATORE ROSA. «Le donne del GOP sono indipendenti, forti, dedicate alla famiglia, grandi lavoratrici e determinate a difendere un’America potente che offra opportunità e non carità», dice Marjory Milone, sessantenne delegata dell’Illionois. Milone è da sempre repubblicana e sostiene Romney dal 2008 quando, però, ha poi finito per votare per Obama, la prima volta nella vita che ha scelto un candidato democratico alla Presidenza e un errore che, lei dice, non si ripeterà mai più.

DONNE PRAGMATICHE, ANCHE SUI DIRITTI. Non c’è dubbio che l’elettorato conservatore femminile costituisca un gruppo più variegato di quanto si pensi solitamente, donne di destra soprattutto dal punto di vista fiscale. Di quelle intervistate a Tampa, nessuna dichiara di considerare il diritto all’interruzione di gravidanza come una questione politica fondamentale e tutte si dicono più interessate a problemi di natura economica. Mentre si definiscono generalmente contrarie all’aborto, queste donne sono comunque d’accordo che in una serie di situazioni eccezionali, come ad esempio stupro, incesto e salute della madre, tale diritto debba essere assolutamente preservato. Di certo non una posizione progressista, ma nemmeno in linea con la piattaforma del GOP rivista questa settimana, che propone ora un divieto costituzionale di abortire.

L’ISOLAMENTO DI TODD AKIN SULLO STUPRO. E si fa fatica a trovare, tra le donne del GOP, sostegno per i commenti fatti recentemente da Todd Akin, l’ultra-conservatore candidato al Senato dal Missouri che ha dichiarato che «il vero stupro raramente causa gravidanze, perché il corpo delle donne possiede un meccanismo» che gli permette di evitare il concepimento in casi di violenza.

IL CASO DI SOTO-GILBERT DELEGATA E ATTIVISTA. «I commenti di Akin, sbagliatissimi, hanno rappresentato un diversivo elettorale che ci ha distratto dalla vera priorità di riconquistare la maggioranza al Senato», sostiene Zoe Soto-Gilbert, delegata dal Missouri e donna «latina», una rarità in casa repubblicana dati i problemi del partito con entrambi questi gruppi di elettori. «Non sono contraria all’aborto, ma sono per l’astinenza per i giovani e comunque penso siano gli stati che debbano decidere su queste questioni, non il governo federale».

DONNE TRADIZIONALISTE E MODERNE. Soto-Gilbert, nata in Messico e cresciuta negli Stati Uniti, si è prima laureata, ha lavorato nel settore privato, poi è stata a casa a crescere i cinque figli e ora si è trasformata in attivista politica, il profilo composito tipico di tante donne del GOP, tradizionaliste ma che non vogliono rinunciare necessariamente alle libertà moderne. Americane benestanti che conducono vite protette e sono poco capaci di comprendere le difficoltà che incontrano invece le colleghe meno abbienti. Nonostante siano perfettamente integrate negli Stati Uniti di oggi, queste elettrici sono nostalgiche degli anni cinquanta, quando le mogli stavano a casa a cucinare e la vita era un po’ meno complicata.

Prosegue su LetteraPolitica

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