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Obama e Romney scaricano lo swing voter

24/08/2012

Da Washington

La figura dell’elettore indipendente appartiene di diritto alla mitologia della politica americana. Mai condizionati dall’ideologia di partito, capaci di decidere per sé senza soccombere alle influenze esterne, privi di pregiudizi e indecisi fino all’ultimo momento perché pronti a votare, di elezione in elezione, per chi si riveli realmente il candidato migliore, queste creature leggendarie sono sempre molto richieste. I politici li corteggiano assiduamente, i sondaggisti li interrogano sulle questioni più importanti del momento e i giornalisti li inseguono di stato in stato attraverso tutto il Paese.

L’ELETTORE INDIPENDENTE È UNA RARITÀ. Eppure, rilevamenti statistici e studi accademici suggeriscono con sempre maggior chiarezza che lo swing voter appartiene più alla categoria dell’immaginazione che a quella della realtà. Sono davvero pochissimi gli elettori che guardano ai due partiti principali, democratico e repubblicano, con lo stesso sguardo obiettivo e spassionato, alternando regolarmente il proprio voto tra l’uno e l’altro. Quest’anno poi il popolo americano è più polarizzato che mai, le intenzioni di voto si sono cristallizzate mesi fa (anni per quanto riguarda il Presidente Barack Obama) e paiono essere sostanzialmente inattaccabili. Non a caso, le campagne democratica e repubblicana stanno prestando molta meno attenzione del solito ai capricci degli indipendenti, per concentrarsi invece su strategie più evidentemente di parte, volte a mobilitare le rispettive basi.

OBAMA-ROMNEY, VOTO CRISTALIZZATO.

A fine luglio, un sondaggio di Washington Post/ABC News rivelava che solo il 6% degli elettori riteneva probabile di cambiare idea almeno una volta prima di novembre, mentre un altro 13% considerava questa eventualità possibile ma improbabile. In un simile rilevamento statistico effettuato nello stesso periodo del 2008, invece, il 10% degli intervistati si dichiarava sinceramente indeciso e un ulteriore 15% non escludeva la possibilità di ripensare la propria decisione. Una diminuzione complessiva, in soli quattro anni, del 6%.

INDIPENDENTI: CHI DICHIARA DI ESSERLO E CHI LO È.
 Eppure, nel più recente sondaggio delWashington Post e della Kaiser Family Foundation, i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso fine settimana, il 34% degli elettori continuava a sostenere di appartenere alla categoria degli indipendenti (più dei repubblicani al 25% e pari ai democratici).

Prosegue su LetteraPolitica

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