Skip to content

La guerra in casa: armi da fuoco, sparatorie e una malattia sociale tutta americana

08/08/2012

Da Washington

Sei morti e tre feriti questa domenica al tempio sikh di Oak Creek in Wisconsin. Dodici morti e cinquantotto feriti a luglio in un cinema di Aurora in Colorado. Altri sei morti e tredici feriti, inclusa l’Onorevole Gabrielle Giffords, a gennaio dell’anno scorso nel parcheggio di un supermercato di Tucson in Arizona. E la lista continua.

IN AUMENTO LE STRAGI. Le sparatorie di massa negli Stati Uniti non sembrano finire mai, anzi il ritmo con cui si ripetono pare solo accelerare. Si allunga così l’elenco delle vittime di questi insensati atti criminali e, parallelamente, quello dei carnefici. Di provenienze diverse e con le motivazioni più svariate, i responsabili di queste stragi hanno ben poco in comune. Personalità disturbate sicuramente. Ma, soprattutto, quello che li unisce è la grande disponibilità di armi da fuoco in America, acquistabili legalmente, rapidamente e a basso costo in ogni angolo del Paese.

SEMPRE PIÙ FACILE COMPRARE ARMI.Eppure, il movimento che si batte per norme più severe in materia di pistole e fucili è oggi più debole che mai, messo alle strette dalla potente lobby delle armi, la National Rifle Association (NRA), abbandonato da una classe politica timorosa e ignorato da un’opinione pubblica sorprendentemente disinteressata a questo problema. Di armi da fuoco, infatti, si parla relativamente poco, al Congresso, alla Casa Bianca, in campagna elettorale e sui media.

MASSACRI ACCETTATI COME CALAMITÀ NATURALI. Certo, quando colpisce l’ennesimo vendicatore pazzo e si compie l’ennesimo massacro, gli americani si incollano alle proprie televisioni e, almeno per qualche ora, non parlano d’altro. Ogni volta si rimette in scena lo stesso prevedibile dibattito, in cui tutti recitano ubbidientemente le parti loro assegnate. Gli attivisti e i commentatori liberal si incensano, la destra si nasconde dietro il Secondo Emendamento (quello che difende il diritto degli americani a portare armi), i politici porgono le proprie condoglianze e le famiglie delle vittime si disperano. Alla fine però non cambia nulla. La società americana pare ormai aver accettato queste terribili carneficine come un fenomeno fisiologico, calamità naturali che non si possono evitare, alla stregua di terremoti e uragani.

NOVANTA ARMI DA FUOCO OGNI CENTO ABITANTI. Invece, quello delle sparatorie di massa in America è un problema pratico, risultato dell’azione umana e non un atto divino, la cui soluzione è evidente e a portata di mano. In questo Paese ci sono circa novanta armi da fuoco ogni cento abitanti. Ogni giorno, ottantacinque americani vengono uccisi a colpi di pistola e oltre il doppio è ferito. In almeno dieci stati dell’Unione, Alaska, Arizona, Colorado, Indiana, Michigan, Nevada, Oregon, Utah, Virginia e Washington, è più probabile morire per mano di un’arma da fuoco che in un incidente stradale (a livello nazionale rimangono più numerose le vittime delle auto, ma non di tanto: nel 2009 il conteggio era di oltre trentasei mila contro oltre trentun mila morti).

UNA MALATTIA MADE IN USA. Ecco i dati necessari a chi vuole diagnosticare le cause reali di questa malattia sociale tutta americana. Wade Michael Page, l’ex soldato quarantenne simpatizzante dell’estrema destra razzista che domenica ha aperto il fuoco su un gruppo di fedeli riunito in un tempio sikh, aveva acquistato una 9 millimetri semi-automatica. Legalmente. James E. Holmes, il solitario ventiquattrenne studente di neuropsicologia che alla mezzanotte del 20 luglio ha scaricato tutta la propria potenza di fuoco su una sala cinematografica colma di spettatori accorsi alla prima dell’ultimo Batman, aveva accumulato negli ultimi quattro mesi una versione semi-automatica del fucile militare M-16, un fucile da caccia a pompa calibro 12, due pistole semiautomatiche calibro .40 e circa seimila munizioni. Tutto legalmente. Jared Lee Loughner, il ventitreenne mentalmente instabile che l’8gennaio 2011 ha sparato sui partecipanti a un raduno politico democratico, aveva comprato l’arma del delitto, una pistola semiautomatica Glock 9 millimetri. Legalmente.

Prosegue su LetteraPolitica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...