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Gli Stati Uniti verso il «precipizio fiscale»

20/07/2012

La macchina economica americana si sta avviando inesorabilmente verso il cosiddetto «precipizio fiscale» («fiscal cliff»), una pericolosa combinazione di tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse che dovrebbe materializzarsi nel gennaio 2013. Salvo che democratici e repubblicani al Congresso, con l’assenso anche del Presidente Barack Obama, non trovino un accordo per evitare il cataclisma imminente. Ma le probabilità che ciò avvenga sono scarse, perlomeno fino a novembre. In clima di campagna elettorale, il dibattito sul bilancio del governo federale e sul debito pubblico permette alle parti in causa, sia i candidati alla Casa Bianca sia quelli al Congresso di Washington, di promuovere il proprio programma politico tra gli elettori e di criticare quello dei rivali, anche a scapito della salute finanziaria del paese.

Il «precipizio fiscale» ha due componenti, sul lato delle entrate e delle uscite.

AGEVOLAZIONI FISCALI IN SCADENZA.Innanzitutto scadono a gennaio dell’anno prossimo i tagli temporanei alle tasse sui redditi entrati in vigore ai tempi dell’ex Presidente George W. Bush e poi rinnovati, sempre in via provvisoria, durante l’Amministrazione Obama. Termina inoltre a dicembre l’attuale riduzione della «payroll tax» (un’imposta detratta direttamente dalle buste paga dei lavoratori dipendenti), implementata due anni fa dal Congresso per alleviare gli effetti della crisi economica sugli americani della classe media.
TAGLI AUTOMATICI ALLA SPESA.
 Per quanto riguarda la spesa invece, il compromesso raggiunto l’estate scorsa per autorizzare l’innalzamento del tetto di indebitamento pubblico prevede che, in mancanza di un accordo bipartisan di lungo periodo sul deficit e sul debito (non ancora raggiunto), si azionino automaticamente a gennaio una serie di tagli molto pesanti, che colpiranno anche il Pentagono. Esiste poi un terzo aspetto monetario, meno citato, di questo baratro.  Si conclude infatti alla fine di quest’anno anche il secondo round dell’Operazione Twist della Federal Reserve.
Il RISCHIO DI UNA NUOVA RECESSIONE.
 La coincidenza di tutte queste scadenze preoccupa gli economisti, che temono uno shock enorme all’economia americana. Secondo i calcoli del Congressional Budget Office, il «precipizio fiscale» potrebbe portare, l’anno prossimo, a una riduzione della crescita del PIL del 3,9%, un livello sufficiente a trascinare il Paese in una nuova recessione.

Prosegue su LetteraPolitica

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One Comment leave one →
  1. Max Mira permalink
    24/07/2012 13:31

    Inevitabilmente l’entrata in vigore della assistenza sanitaria sul modello europeo inciderà in maniera vistosa sulla pressione fiscale e come in Europa calerà il PIL ed aumenterà il debito pubblico. Una specie di serpente che si morde la coda, che costringe tutti gli stati occidentali a crescere ma solo per pagare un debito pubblico ormai insostenibile. Sarà inevitabile nei prossimi decenni USA in testa a ripensare ad uno stato sociale più sostenibile dovendo anche competere con nazioni in cui lo stato sociale non esiste vedi Cina India e altri. Meditate gente meditate!!!

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