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Guerra di spot tra Obama e Romney.

16/07/2012

Barack Obama e Mitt Romney.

La campagna elettorale per le presidenziali americane di novembre sta assumendo toni sempre più velenosi.

In mancanza di sviluppi politici e economici degni di nota, tramortite dal calore estivo le squadre di Barack Obama e del rivale Mitt Romney sono ora impegnate in una guerra di trincea in cui gli attacchi reciproci si fanno sempre più personali.
DISCUSSIONE SUL RUOLO IN BAIN CAPITAL. La questione discussa furiosamente a Washington riguarda la data esatta in cui il candidato repubblicano avrebbe lasciato il timone di Bain Capital, la società di private equity da lui fondata nel 1984.
I repubblicani sostengono la versione ufficiale, secondo cui l’ex governatore del Massachusetts se ne sarebbe andato nel 1999 per prendere il comando dell’organizzazione dell’Olimpiade invernale di Salt Lake City.
I democratici sono invece convinti che tale rapporto di lavoro sia continuato fino almeno al 2002.

Obama accusa Romney di aver delocalizzato il lavoro

Barack Obama, 44esimo presidente degli Stati Uniti.Si tratta di una diatriba più sostanziale di quanto suggeriscono le apparenze. Sono, infatti, in ballo accuse pesanti provenienti dal team di Obama sulle responsabilità di Romney rispetto alla delocalizzazione di decine di migliaia di posti di lavoro in Cina. L’outsourcing verso l’Asia promosso da Bain Capital è, infatti, cominciato solo dopo il 1999.

«Documenti pubblicati di recente mostrano che le aziende di Romney sono state tra i pionieri della pratica di delocalizzazione dell’industria manifatturiera verso Paesi come la Cina», recita uno spot televisivo di Obama (guarda il video) trasmesso recentemente in otto Stati considerati cruciali per il voto presidenziale.
La immagini si riferiscono ad alcuni atti depositati presso la Securities and exchange commission (l’equivalente della Consob negli Usa) che indicano Romney come amministratore delegato di Bain anche dopo il 1999.
PER I REPUBBLICANI IL PRESIDENTE MENTE. Ma altro materiale scoperto dalla rivistaFortune, così come un’analisi condotta dal Washington Post, pare invece confermare la tesi del candidato repubblicano alla Casa Bianca.
Dopo il 1999, Romney avrebbe trasferito il ruolo decisionale ad altri: il legame con Bain sarebbe stato, da allora in poi, di natura esclusivamente formale.
«Quando un presidente non dice la verità, come possiamo fidarci di lui?», ha quindi immediatamente contrattaccato la squadra del repubblicano in un proprio spot (guarda il video).

Prosegue su Lettera43

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