Skip to content

Obama il giocoliere

13/07/2012

Nello spazio di qualche giorno si è scoperto che il presidente americano Barack Obama incontrerà personalmente il neo-eletto presidente egiziano Mohammed Morsi in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si terrà a New York a settembre come tutti gli anni e, contemporaneamente, che la Marina degli Stati Uniti ha inviato verso il Golfo Persico una flotta di piccoli sommergibili telecomandati, l’equivalente sottomarino degli aerei droni, per sminare le acque dello stretto di Hormuz che l’Iran ha più volte minacciato di chiudere al traffico internazionale.

L’APPROCCIO MISTO DI OBAMA. Le due decisioni evidenziano ancora una volta l’approccio misto alla politica estera perseguito dall’Amministrazione Obama, definito «consequenzialista» in un ormai famoso pezzo di Ryan Lizza pubblicato l’anno scorso sul New Yorker.

L’APPUNTAMENTO CON MORSI. La volontà di incontrare Morsi (i dettagli della questione rimangono poco chiari, inizialmente era stato riportato un incontro bilaterale ufficiale tra i due, ma poi l’Amministrazione ha in parte ritrattato parlando solo di un colloquio informale) riconferma quel desiderio di apertura verso il Medio Oriente e il mondo islamico inizialmente affermato dal presidente nel discorso del Cairo del 2009. Anche a costo di provocare le critiche dell’opposizione repubblicana e della potente lobby pro-Israele, che dubitano di Morsi data la sua appartenenza al controverso movimento islamico della Fratellanza Musulmana.
Al contempo, l’intensificazione delle attività militari americane nel Golfo, accompagnata da una politica di sanzioni economiche sempre più pesanti, accresce la pressione su Teheran e dimostra la disponibilità dell’Amministrazione a sfidare la Repubblica Islamica apertamente, con mezzi sia diplomatici che non.

UNA VISIONE PRAGMATICA E NON IDEOLOGICA. A partire dall’Iraq e l’Afghanistan, passando per l’uccisione di Osama bin Laden e per finire con la primavera araba e l’attuale crisi in Siria, il Presidente Obama ha mostrato di possedere una visione pragmatica degli affari internazionali, che procede caso per caso sulla base delle circostanze particolari di ogni situazione e non è guidata da una filosofia politica omogenea e a priori, tipica invece della presidenza del predecessore George W. Bush.

Prosegue su LetteraPolitica

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...