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I caduti in Iraq e Afghanistan e un’America impreparata a gestire il ritorno dei veterani

28/05/2012

Memorial Day e il ritorno dei veterani dall'Afghanistan e dall'IraqNegli Stati Uniti si celebra oggi Memorial Day, ovvero il giorno in cui ci si ferma per ricordare i rappresentanti delle forze armate americane uccisi in guerra.

Tra i numeri più recenti: oltre 1.857 soldati sono morti in Afghanistan dal 2001. In Iraq, nel frattempo, ne sono rimasti uccisi 4.485. Quest’anno, poi, si compie un anniversario particolarmente gravoso, ovvero i cinquant’anni dall’inizio della guerra americana in Vietnam, durante la quale morirono quasi 50.000 membri delle forze armate a stelle e strisce.

Intanto, si complica la situazione di coloro che hanno preso parte alle operazioni militari in Afghanistan e Iraq e ritornano ora negli Stati Uniti da veterani (va ricordato che Veterans Day esiste separatamente da Memorial Day e viene celebrato in novembre). Pare infatti che il numero di ex soldati americani che fanno richiesta di indennità di disabilità e invalidità si stia rapidamente moltiplicando. Circa il 45% del milione e seicentomila veterani delle guerre in Afghanistan e Iraq ha presentato domanda in proposito, oltre il doppio di quanti si mossero nella stessa direzione dopo la fine della prima Guerra del Golfo all’inizio degli anni novanta.

Le ragioni di questo aumento straordinario di richieste di indennità ha a che vedere con diversi fattori, tra cui il maggior numero di soldati che sopravvive a ferite di guerra grazie all’incredibile qualità dei servizi sanitari di emergenza accessibili oggi anche al fronte. Inoltre, contribuiscono a questa tendenza anche la difficile situazione economica, che offre meno chance di trovare lavoro ai veterani di ritorno dall’Afghanistan e dall’Iraq, la maggiore consapevolezza di disturbi un tempo poco diagnosticati e discussi, come ad esempio la sindrome da stress post traumatico, e, infine, la grande mobilitazione di organizzazioni per la difesa dei diritti dei veterani, che sono oggi in grado di informarli approfonditamente sulle varie opzioni a loro disposizione.

Oltre a un aumento complessivo nel numero di domande presentate, si sta registrando contemporaneamente anche un incremento nel numero di categorie di infortuni per cui si fa domanda. I sussidi vanno da $127 al mese per una disabilità del 10% a $2.769 per l’invalidità totale.

Il problema è che si tratta di un numero di richieste e di un ammontare complessivo di soldi che il dipartimento per gli Affari dei Veterani e il Governo Federale non sono realmente preparati a gestire, con conseguenti attese lunghissime per chi fa domanda e un grosso punto interrogativo che rimane su come potranno essere finanziati questo genere di sussidi in futuro.

Per dovere di cronaca, ricordiamo oggi che, dal 2003, sono morti anche oltre 162.000 civili e combattenti iracheni e un numero ancora imprecisato di afghani (qualche decina di migliaia sicuramente), oltre naturalmente a qualche milione di vietnamiti (le stime sulle vittime di guerra sono sempre molto imprecise).

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