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Non scordiamoci nemmeno del voto in Wisconsin, dove Scott Walker conduce nei sondaggi

25/05/2012

Il governatore del Wisconsin Scott Walker sulla copertina della National ReviewIl cinque giugno prossimo si vota nello stato del Wisconsin in una elezione speciale per il posto di governatore, un voto dall’alto valore simbolico.

Questa inattesa tornata elettorale è infatti la conclusione di una lunga campagna portata avanti dai democratici di questo stato del Midwest per cacciare l’attuale governatore repubblicano Scott Walker, eletto nelle elezioni di medio termine del 2010 e subito diventato nemico pubblico uno dei liberal del Wisconsin per il suo attacco frontale ai dipendenti statali e ai sindacati che li rappresentano.

Eppure, quella che era cominciata come una grande avventura per la sinistra americana, capace in Wisconsin di raccogliere un milione di firme, ben oltre il numero minimo necessario a indire questa elezione speciale in cui Walker è costretto a ripresentarsi agli elettori dopo solo due anni di mandato e non i tradizionali quattro, rischia di finire in una delusione cocente.

A meno di due settimane dal voto, i sondaggi danno infatti Walker decisamente davanti al rivale democratico, il sindaco di Milwakee Tom Barrett. Nel frattempo, l’attenzione mediatica nazionale dedicata a questa epopea elettorale ha trasformato il criticatissimo governatore, inizialmente non particolarmente amato nemmeno tra i repubblicani, in un eroe della destra conservatrice americana. Ovviamente, questo suo nuovo ruolo di intoccabile potrà solo essere riconfermato e rafforzato da una sua eventuale vittoria il 5 giugno. Nell’ultimo numero della rivista di destra National Review, Walker è raffigurato come un moderno Perseo, che impugna la spada contro la sua medusa, ovvero i sindacati e il governo burocratico, accompagnato dal titolo, “Saprà Scott Walker ammazzare la bestia?”

Dunque, cos’è andato storto per i democratici in Wisconsin?

Innanzitutto, i conservatori di tutta America si sono messi al servizio economico della campagna per la difesa di Walker, raccogliendo, anche grazie al nuovo sistema liberalizzato e poco trasparente delle Super PAC, oltre 25 milioni di dollari dal gennaio 2011 a oggi.

Allo stesso tempo, i sindacati del Wisconsin e il partito democratico locale sono furiosi con le gerarchie democratiche nazionali per non aver preso parte attiva alla campagna, né dal punto di vista della retorica elettorale (anche il Presidente Obama ha preferito non intervenire nella questione) né dal punto di vista della raccolta fondi.

Il risultato della vitriolica saga elettorale messa in moto dall’atteggiamento estremamente aggressivo di Walker, è che il Wisconsin si è trasformato da stato famoso per l’atmosfera pacata e bipartisan in uno dei luoghi più velenosi della politica americana contemporanea. E, nonostante i danni recati al sistema stato, pare probabile oggi che Walker verrà premiato dagli elettori, a conferma del fatto che, nonostante gli americani si lamentino molto della polarizzazione delle loro istituzioni politiche e elettorali, alla fine dei conti non possono fare a meno di sostenere proprio quei personaggi più responsabili per questa tendenza.

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