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Si allarga lo scandalo corruzione di Wal-Mart

25/04/2012

Wal-Mart sotto inchiesta per corruzione in MessicoTempo di bufera per Wal-Mart. Non solo il colosso mondiale della vendita al dettaglio si trova in questi giorni nel bel mezzo di uno scandalo corruzione in Messico, ma pare che, negli ultimi anni, abbia anche fatto parte, simultaneamente, di una campagna orchestrata dalla Camera di Commercio americana per ammorbidire la legge anti-corruzione che l’azienda stava violando a sud del confine.

Il dipartimento della Giustizia ha recentemente aperto un’inchiesta sulla filiale messicana di Wal-Mart, che avrebbe distribuito bustarelle da 24 milioni di dollari per ottenere permessi di costruzione in tutto il paese. La storia vuole che, già nel 2005, un dipendente di questa società avesse riferito voci di corridoio in proposito alle dirigenze Wal-Mart, ma che un’indagine interna aperta in seguito sia stata poi rapidamente abbandonata e che nessuno abbia mai notificato della cosa le autorità alla Giustizia e alla Securities and Exchange Commission.

Mentre questa trama si sviluppava a sud del confine, a nord, per la precisione nella capitale Washington D.C., Wal-Mart partecipava, assieme a altre 20 corporation tra cui General Electric, ExxonMobil e Dow Chemical, a una campagna di lobbying portata avanti dall’Institute of Legal Reform, un’organizzazione poco conosciuta che fa parte della Camera di Commercio. La campagna è volta a modificare una legge americana, il Foreign Corrupt Practices Act del 1977, che punisce le aziende statunitensi anche per forme di corruzione perpetrate all’estero da filiali straniere (proprio la legge che potrebbe incastrare Wal-Mart per lo scandalo messicano).

Anche se non ci sono ancora prove del fatto che le due cose siano direttamente legate l’una all’altra (ovvero che Wal-Mart stesse cercando di far cambiare una legge anti-corruzione perchè praticava proprio il genere di corruzione proibito da tale legge), si sa ad esempio che Thomas D. Hyde, che faceva parte delle dirigenze dell’azienda, dove si occupava di etica, fino al 2010, è stato uno dei manager venuti a conoscenza della questione delle bustarelle in Messico nel 2005 e, contemporaneamente, tra il 2003 e il 2010, era anche parte del consiglio di amministrazione dell’Institute of Legal Reform (per l’appunto la sezione della Camera di Commercio che è dietro gli attacchi al Foreign Corrupt Practices Act).

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