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Obama all’inseguimento dei giovani

23/04/2012

Obama all'inseguimento dei giovaniPer assicurarsi di essere rieletto nelle elezioni generali di novembre, il Presidente Barack Obama deve assolutamente ritrovare quel tocco magico che, nel 2008, incantò i giovani, i quali si mobilitarono per lui in percentuali storiche. Il 66% degli elettori sotto i trent’anni di età, infatti, votó Obama, il tasso più alto mai ottenuto da un candidato alla Casa Bianca, perlomeno da quando esistono gli exit poll. In questi giorni, il Presidente sta dedicando, quindi, parte del proprio tempo a una delle questioni che più toccano le vite dei ventenni, i debiti contratti da tanti studenti americani per potersi permettere di frequentare l’università.

In generale, i giovani americani continuano a preferire Obama ai rivali repubblicani, incluso Mitt Romney, che non ha mai seriamente cercato di attrarne il voto. Eppure, si pensa che la generale disillusione e delusione della sinistra americana rispetto al primo mandato dell’attuale amministrazione affligga in particolare i ventenni (gruppo demografico che soffre anche di livelli di disoccupazione particolarmente elevati), che quindi potrebbero recarsi alle urne in percentuali assai più basse di quelle registrate nel 2008, costando a Obama la Presidenza.

A questo si aggiunge un irrigidimento delle leggi che regolano il voto in molti stati dell’Unione, risultato di una campagna conservatrice che, in teoria, dovrebbe garantire maggiore trasparenza alle urne (mirata quindi a evitare, ad esempio, il doppio voto), ma che in realtà risulterà in maggiori difficoltà per i ragazzi che, magari privi di una patente (documento spesso richiesto per farsi inserire nelle liste elettorali), vogliano comunque votare.

Da queste difficili premesse nasce il tentativo della Casa Bianca di ricreare quel legame con i giovani che aveva molto avvantaggiato Obama nel 2008. In particolare, il Ppresidente vuole intervenire direttamente per fermare almeno temporaneamente l’emorragia dei cosiddetti “student loan”, ovvero i debiti fatti dai neo-diplomati per pagarsi l’università (spesso privata e sempre comunque costosa). Complessivamente, questa categoria di debito ha superato ormai la barriera dei mille miliardi di dollari, sorpassando anche il totale di quelli contratti dai privati con le carte di credito.

Il primo luglio, i tassi di interessi su questo debito, bloccati per legge al 3,4%, sono destinati a raddoppiare, gettando moltissimi giovani nel panico (la Casa Bianca calcola che l’aumento del tasso di interesse colpirebbe 7,4 milioni di studenti, che finirebbero con l’accumulare $1000 di debito in più all’anno). Obama, in una serie di discorsi presso università in North Carolina, Colorado e Iowa previsti per questa settimana, insisterà dunque che il Congresso mantenga i tassi attuali anche dopo luglio.

“Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere l’istruzione universitaria accessibile per tutti gli americani, perchè in un momento storico in cui il tasso di disoccupazione dei laureati è circa la metà della media nazionale, studiare è sempre più fondamentale” ha dichiarato recentemente il Presidente, “ma, e questo è il problema, e anche sempre più costoso”.

Un certo numero di repubblicani ha già annunciato la propria opposizione al piano di Obama, per via di un costo per i contribuenti americani stimato in circa 6 miliardi di dollari in più all’anno.

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