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Il pollice verde di Obama

18/04/2012

Il Presidente Obama e l'ambienteIl rapporto del Presidente Barack Obama con gli ambientalisti è sempre stato un po’ complicato.

Se, in linea teorica, il presidente sostiene politiche energetiche e fiscali in difesa dell’ambiente e volte a combattere il riscaldamento globale (dagli standard di efficienza per le automobili, agli incentivi per il solare, all’idea di un sistema di cap-and-trade), nei fatti l’Amministrazione è riuscita a fare poco in questo primo mandato, in parte perchè la crisi economica ha sostanzialmente escluso negli ultimi anni qualsiasi discussione economica che non avesse come obbiettivo immediato e diretto la ripresa dell’occupazione, in parte perchè la Camera a maggioranza repubblicana (di cui fanno parte un numero straordinario di politici che dicono di non credere nell’evidenza scientifica del cambiamento climatico) rende pressochè impossibile l’approvazione di misure legislative di impianto ambientalistico.

Le contraddizioni inerenti al rapporto tra Obama e il movimento ambientalista sono nuovamente visibili oggi, giornata di annunci contrapposti che segnalano tutte le difficoltà della gestione di questa relazione.

Da un lato, Politico.com riporta in esclusiva che alcuni dei più importanti gruppi ambientalisti americani — Sierra Club, League of Conservation Voters, Clean Water Action e Environment America — annunceranno in giornata il proprio sostegno ufficiale (endorsement) al presidente in vista delle elezioni presidenziali di novembre (Obama sta cercando di bloccare vari tentativi da parte dei repubblicani di far approvare in via accelerata il progetto dell’oleodotto Keystone XL, cosa naturalmente gradita a questi gruppi).

Contemporaneamente, però, arrivano nuovi tentennamenti da parte della Casa Bianca rispetto all’eventuale partecipazione da parte di Obama all’importante summit sullo sviluppo sostenibile organizzato dalla Nazioni Unite per giugno a Rio de Janeiro e intitolato “Rio+20”.

In una conference call con la stampa martedì, Todd Stern che si occupa di cambiamento climatico per conto dell’Amministrazione, ha dichiarato: “Non ho informazioni che suggeriscano che il Presidente abbia intenzione di andare”. Ufficialmente, la Casa Bianca non ha ancora preso una decisione in merito. Complessivamente, si attende la partecipazione al summit (o meglio a una sessione speciale prevista per il 20-22 giugno) di oltre 120 presidenti e primi ministri in arrivo da tutto il mondo, compresi i leader di Cina, India e Germania.

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