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Marco Rubio, il figlio dell’America

20/03/2012

Il Senatore repubblicano Marco RubioSi parla molto di questi tempi del giovane Senatore repubblicano della Florida Marco Rubio. Di origini cubane, quindi in una posizione privilegiata per colloquiare con l’elettorato di origini centro- e sud-americane (i famosi “latinos” con cui il GOP sta avendo molti problemi), dalla carriera politica in rapida ascesa, incredibilmente telegenico e accompagnato da un’altrettanto telegenica famiglia, Rubio è senz’altro tra le stelle più promettenti del firmamento repubblicano e il suo nome viene fatto sempre più spesso tra quelli dei possibili candidati GOP alla vice-presidenza nelle elezioni generali di novembre.

Naturalmente, la grande attenzione pubblica che questo politico emergente sta suscitando negli Stati Uniti significa anche, per lui, nuovi problemi di immagine, con i media nazionali che non perdono occasione di indagare nel suo passato. Negli ultimi mesi, ad esempio, è emerso che la storia a lungo raccontata da Rubio a proposito dei genitori anti-castristi fuggiti da Cuba per paura del regime comunista è in realtà, almeno in parte, romanzata (i genitori se ne sono andati da Cuba prima della rivoluzione). Pare, inoltre, che, per un breve periodo quando Rubio aveva circa otto anni, la famiglia si sia convertita al Mormonismo (cosa che, alcuni dicono, gli impedirebbe di diventare il candidato alla vice-presidenza affianco di Mitt Romney, ad esempio, visto che è improbabile che l’elettorato conservatore americano sia disposto a considerare l’elezione di un ticket tutto mormone).

Rubio sta quindi investendo sempre più soldi e risorse nel controllo del proprio messaggio politico e della propria immagine pubblica.

Ad esempio, la pubblicazione della sua autobiografia (qui la copertina), prevista originariamente per l’autunno, è stata anticipata al 19 giugno, in parte per presentare il Senatore della Florida al pubblico americano proprio nel momento in cui il futuro candidato repubblicano alla Casa Bianca starà cominciando a valutare i possibili partner per il ruolo di VP. Dall’altro, questa scelta è stata motivata anche dall’uscita, a inizio luglio, di una seconda biografia di Rubio, a firma di Manuel Roig-Franzia del Washington Post, che si prevede sarà assai più critica.

Volente o nolente, ma più probabilmente volente, Rubio sta quindi preparandosi a assumere un ruolo sempre più di rilievo nella politica nazionale americana.

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