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Romney avanza nel Super Tuesday, con molta fatica

07/03/2012

Romney visita una fabbrica in OhioNiente da fare…a tutti i pundit (o commentatori) che continuano a pensare che Mitt Romney sia sostanzialmente a un passo dalla nomination, gli elettori repubblicani continuano a dire, “abbiate pazienza”.

Se l’ex governatore del Massachusetts non fosse lo stra-favorito dall’inizio di questa stagione di primarie, la vittoria in sei stati su dieci (al momento in cui scrivo) che sono andati alle urne questo Super Tuesday non sarebbe da considerarsi un brutto risultato.

Il problema è che Romney è lo stra-favorito ormai da mesi. Eppure, fatica a chiudere la partita.

Le sue vittorie in Vermont e Massachusetts interessano poco perchè si tratta di due stati in cui l’ex governatore gioca in casa. Per di più questi stati del New England liberal sono solo marginalmente rilevanti nelle elezioni generali. Più interessante quella in Idaho. Nell’ambitissimo Ohio, Romney ha in effetti rimontato e ha finito per imporsi, anche se solo di un risicato punto percentuale. Avendo però speso circa quattro volte di più di Rick Santorum per fare campagna in questo stato sempre decisivo anche nelle presidenziali, viene da chiedersi quanto significativa sia poi questa vittoria.

Santorum sicuramente ha perso un’occasione d’oro in Ohio, così come era capitato la settimana scorsa in Michigan (due stati in cui era stato a lungo in vantaggio). Ha offerto performance convincenti però in Tennessee, Oklahoma e persino North Dakota, una tripletta sufficiente a convincere l’ex Senatore della Pennsylvania a perdurare.

Lo stesso vale per Newt Gingrich, che ha vinto il proprio stato natale della Georgia. Nulla di strabiliante quindi, ma, di nuovo, un risultato sufficiente a giustificare la continuazione della sua campagna elettorale (di Ron Paul già si sa che sta semplicemente collezionando il numero maggiore di delegati possibili per presentarsi alla convention di partito ad agosto con un certo potere).

Il fatto che né Gingrich né Santorum abbiano intenzione di togliersi dai piedi, da un lato, favorisce l’ex governatore del Massachusetts, visto che i due continuano a dividersi i voti del grosso contingente anti-Romney (se si sommano ai voti di Santorum quelli ricevuti da Gingrich, l’ex Senatore della Pennsylvania avrebbe facilmente vinto l’Ohio). Dall’altro, però, quest’ultimo rimane sotto attacco da più fronti, non riesce a concentrare il fuoco su un solo avversario e si trova a dover combattere due diverse battaglie simultaneamente.

Per Romney, l’aspetto più positivo della serata sta nel conteggio dei delegati, che lo vede nettamente in testa. Quello che continua a non funzionare, però, è il suo rapporto, troppo freddo, con l’elettorato repubblicano, non solo i social conservative, ma anche quegli elettori del GOP che guadagnano meno di $100,000 all’anno e non hanno diplomi universitari, ovvero coloro che non possono riconoscersi personalmente nella storia privilegiata di Romney.

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