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Spostamenti elettorali

29/02/2012

Romney a DetroitCon le vittorie di Mitt Romney (netta in Arizona e risicata in Michigan) di martedì, la corsa alla nomination del GOP si prepara alla sfida del Super Tuesday (prossimo 6 marzo) quando dieci stati andranno alle urne (Alaska, Georgia, Idaho, Oklahoma, Massachusetts, North Dakota, Ohio, Tennessee, Vermont e Virginia).

Questa stagione di primarie repubblicane apparentemente infinita giova, per il momento, ai democratici, che stanno a guardare mentre i candidati del GOP si distruggono l’un l’altro. Il favorito Romney, favorito almeno in teoria, ne ha senz’altro sofferto, sia quanto a immagine e messaggio elettorale sia nel confronto con il Presidente Barack Obama.

E le notizie positive per i democratici non finiscono qui. Martedì, la Senatrice repubblicana del Maine Olympia Snowe ha annunciato di non aver intenzione di ricandidarsi per il proprio seggio a novembre. Snowe è tra i pochissimi repubblicani al Congresso che ancora si possono ritenere moderati . Senza Snowe sulla scheda elettorale, è quasi certo che il GOP finirà per perdere il seggio nel tradizionalmente democratico Maine.

Infine, l’inatteso dietro-fronte dell’ex Senatore democratico del Nebraska Bob Kerrey, che, dopo molti ripensamenti, ha deciso infine di tornare a candidarsi per succedere l’attuale Senatore democratico del Nebraska Bob Nelson (che va in pensione l’anno prossimo), fa crescere ulteriormente le chance che il Partito Democratico possa mantenere la maggioranza. Nelson, infatti, è considerato il più centrista dei democratici al Senato e, al suo ritiro, si pensava che i repubblicani avrebbero vinto facilmente il suo seggio nel Nebraska conservatore. Ma Kerrey, che ha lasciato il Senato nel 2001 per trasferirsi a New York a dirigere la New School, era molto apprezzato nello stato e, dunque, diventa oggi il miglior candidato possibile per i democratici.

L’unica notizia se non positiva almeno interessante per i repubblicani arriva dall’economia. Secondo il capo della Federal Reserve Ben Bernanke, la situazione sta migliorando, ma ancora molto lentamente, sia in termini di crescita sia in termini di occupazione. Come si sa, una mancata ripresa o una ripresa talmente al rallentatore da non essere percepibile dai comuni mortali favorirebbe il candidato repubblicano nelle presidenziali di novembre.

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