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La (poca) disciplina fiscale dei candidati repubblicani

23/02/2012

DeficitArrivano le prime analisi indipendenti delle proposte fiscali dei candidati repubblicani alla presidenza. E, a sorpresa per politici che si dicono aderenti alla teoria della austerità avanzata dal Tea Party, si scopre che, a parte forse il piano di Ron Paul, gli altri contribuirebbero solo a un ulteriore aumento del deficit e, conseguentemente, del debito pubblico.

Si tratta delle conclusioni di uno studio condotto dal US Budget Watch, un progetto del Committee for a Responsible Federal Budget. L’impatto sul debito delle proposte fiscali dei quattro contendenti alla nomination del GOP è stato calcolato sulla base di quella che sarebbe l’evoluzione naturale delle cose se non ci fossero altri interventi politici al di là di un’estensione permanente dei tagli alle tasse approvati durante l’era Bush e in scadenza a fine anno (data sostanzialmente per scontata da questo centro di ricerca di Washington). Si dice questa la baseline.

I più spendaccioni, in questo caso, si rivelano essere Newt Gingrich e Rick Santorum, seguiti da Mitt Romney e da un lontano Paul.

Il US Budget Watch ha fornito tre stime a candidato (una ottimistica, una pessimistica e una media).

Secondo la predizione più neutra, Gingrich farebbe crescere il debito di circa 7 mila miliardi di dollari in più entro il 2021 rispetto alla baseline, portandolo al 114% del GDP rispetto all’attuale 70% circa (si calcola che, se non venissero prese decisioni a parte l’estensione dei tagli alle tasse dell’era Bush, questa percentuale salirebbe naturalmente a circa l’85% entro il 2021).

Santorum sarebbe responsabile per 4,5 mila miliardi di debito in più, Romney per “soli” 250 miliardi, mentre un’eventuale presidenza Paul potrebbe farlo diminuire di circa 2,2 mila miliardi (va ricordato che l’Onorevole dal Texas propone di eliminare quasi per intero la spesa federale). Anche per il libertario Paul, però, il caso peggiore prevede un aumento del debito di 1,9 mila miliardi di dollari.

Per tutti e quattro i candidati repubblicani, questo risultato sarebbe dovuto soprattutto a eccessive riduzioni delle imposte rispetto ai tagli effettuati alla spesa pubblica.

La proposta di riforma fiscale presentata dal Presidente Barack Obama verrà analizzata dal US Budget Watch più avanti.

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