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Stranezze mormone

15/02/2012

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è guardata con un certo sospetto da molti americani, per via di una serie di abitudini che paiono strane anche nel paese che ha inventato Scientology.

I suoi fedeli (che si professano cristiani, anche se non tutti i cristiani sono d’accordo con questa interpretazione) si concentrano nell’ovest del paese, in particolare in Utah e Nevada. Tra gli altri, si contano anche i candidati repubblicani alla presidenza Mitt Romney e Jon Huntsman.

È difficile dire, fin qui, quanto il fatto che Romney sia un mormone abbia danneggiato la sua candidatura nelle primarie repubblicane. Complessivamente, l’argomento non è stato  troppo spesso al centro del dibattito elettorale, ma si può immaginare che, tra le ragioni della diffidenza della base dell’elettorato del GOP (in particolare gli evangelici) verso l’ex governatore del Massachusetts, vi sia anche la questione religiosa.

Ad ogni modo, si è tornato a parlare dei mormoni in questi giorni in seguito alle proteste di alcuni ebrei sopravvissuti all’olocausto che sono venuti a sapere che i propri familiari  (ad esempio i genitori di Simon Wiesenthal) erano stati ribattezzati alla fede post-mortem.

Ebbene sì. La tradizione mormona prevede e pretende che i propri adepti si occupino di far ribattezzare gli antenati (fino a quattro generazioni) non convertiti, secondo il principio che il paradiso mormone dovrebbe essere accessibile anche a coloro che non hanno avuto la possibilità, non per colpa loro, di convertirsi in vita.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha così messo assieme la più grande biblioteca genealogica al mondo, che si trova a Salt Lake City e impiega 700 dipendenti per occuparsi di oltre due miliardi di nomi.

Come detto, in teoria, i mormoni viventi hanno diritto di richiedere che venga effettuato il rituale di battesimo post-mortem solo per i propri antenati diretti. Questa regola è stata irrigidita dopo che, negli anni novanta, fu scoperto che erano state battezzate per interposta persona circa 380.000 vittime dell’olocausto (la chiesa ha poi dovuto spendere 500 mila dollari per rimuovere tali nomi dai propri registri).

Eppure, anche dopo le proteste, questa settimana, di Elie Wiesel, un altro importante intellettuale ebreo sopravvissuto all’olocausto, che ha chiesto a Romney di chiedere ai mormoni di ripensare questo rituale, la chiesa ha risposto che, con 13 milioni di fedeli sparsi in giro per il mondo, non può farsi carico di tutti e di chi, per scherzo ad esempio, fa domanda di battesimo anche per persone che nulla hanno a che vedere con questa fede (tra gli altri pare ci sia finita in mezzo anche la madre del Presidente Obama). Insomma, la tradizione sembra destinata a continuare.

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