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Finita l’era d’oro di Wall Street?

14/02/2012

Crisi a Wall StreetEra fissata alla mezzanotte tra lunedì e martedì la scadenza per la consegna alle autorità competenti di commenti e critiche del pubblico a proposito dell’integrazione della cosiddetta “Volcker rule” nella legge di riforma del sistema finanziario firmata dal Presidente Obama nel 2010 (conosciuta come Dodd-Frank dai nomi dei due membri del Congresso che l’hanno inizialmente sponsorizzata).

Per intenderci, la “regola Volcker” (dal nome dell’ex chairman della Federal Reserve Paul A. Volcker) è quella che proibirebbe alle grandi banche americani di fare del “propriety trading”, ovvero effettuare scambi per conto della banca e al fine di realizzare un profitto per la banca stessa e non per i clienti. Per una società di investimento come Goldman Sachs, che conta sul prop-trading per il 10% dei propri profitti, si tratta di un cambiamento epocale.

Naturalmente sono arrivate una valanga di lettere e documenti firmati dall’industria finanziaria di Wall Street, che sta cercando disperatamente di allentare la morsa.

Intanto però, come raccontato in questo imperdibile pezzo del New York Magazine di febbraio (ma lunghetto), gli effetti sia della riforma Dodd-Frank sia di una eventuale implementazione della “Volcker rule” (prevista per luglio di quest’anno) si stanno già facendo sentire a Wall Street. Le grandi banche di investimento come Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno, infatti, iniziato a prepararsi per l’entrata in vigore, graduale, di tutte le componenti della legge di riforma, chiudendo intere divisioni che si occupano di prop-trading o ristrutturandole e rivendendole come società indipendenti. Minacciati da bonus in discesa libera, i trader più rinomati, quelli che hanno potuto, hanno cominciato a migrare verso hedge-fund separati (anche loro comunque in crisi) o a crearne di nuovi. I titoli delle varie Bank of America e Citigroup sono in calo, così come i profitti. Il numero di lavoratori di Wall Street è diminuito di 200 mila unità dall’inizio della crisi.

In sostanza, la riforma Dodd-Frank sta già ottenendo l’effetto desiderato da qualcuno (non certo dai finanzieri) di contenere un settore dell’economia che, ubriaco di soldi e speculazioni, aveva sostanzialmente perso la testa durante gli anni del boom.

Un’altra vittoria per il Presidente Obama, dopo quella dell’intervento governativo per salvare l’industria automobilistica (che Mitt Romney continua a criticare, di recente in un editoriale sul Detroit News, ma che ha effettivamente resuscitato questo settore moribondo)?

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