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Obama presidente e candidato

13/02/2012

È stata presentata lunedì la proposta del Presidente Barack Obama per il bilancio 2013 (che riguarda l’anno fiscale che inizia il primo ottobre prossimo).

Date le irreconciliabili divisioni ideologiche tra democratici e repubblicani al Congresso, questa proposta (che deve essere presentata dalla Casa Bianca al Congresso per legge) non ha alcuna speranza di essere approvata.

Si tratta dunque di un primo esempio di quel delicato equilibrismo politico-elettorale in cui Obama dovrà cimentarsi sempre più spesso nel corso dei prossimi mesi, mentre tenta di essere allo stesso tempo presidente e candidato alla presidenza.

L’occasione offerta da una proposta budget che non ha immediate conseguenze pratiche è stata così sfruttata dall’Amministrazione per delineare quelle che sono le linee guida, a livello teorico, della politica economica del candidato Obama e, eventualmente, di un presidente Obama al secondo mandato.

La proposta di budget da $3,8 mila miliardi (con un deficit previsto per $900 miliardi nel 2013 e poi di lì a scendere) include nuovi investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell’aggiornamento della forza lavoro. Tagli sì e riduzione del deficit anche, ma meno decisi di quanto promesso in passato e di quanto pareva necessario sia economicamente sia elettoralmente al picco dei negoziati dell’estate scorsa sul tetto di indebitamento pubblico (per altro falliti). Infine, Obama insiste sull’innalzamento del carico fiscale sui redditi alti, nonostante l’assoluta opposizione dei repubblicani. A riguardo, trovate a questo link un grafico interessante che mette a confronto la proposta fiscale di Obama e quella di Romney, la prima che riduce le tasse sui meno abbienti e le aumenta nettamente sui più ricchi, la seconda che fa sostanzialmente il contrario (anche se in maniera meno visibile).

Il presidente, che, in un anno elettorale, non può certo sottrarsi a questo gioco di ruoli, deve solo stare attento a non apparire disinteressato al lavoro di governo e troppo concentrato sulla propria rielezione, perchè gli elettori se ne avrebbero senz’altro a male.

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