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Il modesto effetto elettorale dello Stato dell’Unione

25/01/2012

Ora che il suo terzo discorso sullo Stato dell’Unione è fatto, il Presidente Barack Obama è in giro per gli Stati Uniti per promuovere il messaggio di “un’economia fatta per durare”, che dia a tutti le stesse opportunità, premi il lavoro duro e pretenda da tutti lo stesso livello di responsabilità e onestà. Le fermate previste nella tre-giorni attraverso il paese sono centrali alla mappa elettorale che il presidente spera lo riporti alla Casa Bianca l’anno prossimo, ovvero Cedar Rapids, Iowa; Phoenix, Arizona; Las Vegas, Nevada; Denver, Colorado e Ann Arbor, Michigan.

Intanto, però, è giusto chiedersi che effetto ha, tradizionalmente, il discorso sullo Stato dell’Unione e che impressione ha fatto quello di martedì sera agli elettori, in particolare indipendenti.

La risposta alla prima domanda è, proprio poco. Secondo questi dati Gallup, il tasso di approvazione dei vari presidenti che si sono susseguiti da Jimmy Carter in poi è solitamente sceso dopo lo Stato dell’Unione e solo di rado il discorso ha aiutato il Commander in Chief a migliorare la propria immagine (una volta sola per Carter, due per Ronald Reagan su due mandati, una per George H.W. Bush, quattro per Bill Clinton, che ha il record migliore, e due per George W. Bush).

Quanto al caso specifico di Obama quest’anno, parrebbe che il presidente abbia ottenuto un certo successo, almeno secondo questo focus group di cinquanta elettori (democratici, repubblicani e indipendenti) che hanno seguito il discorso e hanno dato un giudizio su Obama prima e dopo l’evento (i voti del post-SOTU sono stati nettamente più alti, con un miglioramento di addirittura diciotto punti rispetto alla percezione della qualità del programma economico proposto).

Lo stesso risultato è stato ottenuto in un altro focus group, organizzato dal gruppo pro-Obama Priority USA nella città di Columbus, nel cruciale Ohio (occhio naturalmente al parzialità della fonte). I ventotto elettori che hanno partecipato all’esperimento, sarebbero emersi dal discorso convinti che Obama sia un leader forte che ha una visione chiara per il futuro degli Stati Uniti.

Quindi una buona performance per Obama, ma in un evento che pare contare proprio poco a livello elettorale. La vera sfida per la Casa Bianca comincia ora.

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  1. kelseybarnes7032 permalink
    27/06/2012 21:47

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  1. Il modesto effetto elettorale dello Stato dell’Unione | kelseybarnes

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