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Volata per il South Carolina. Santorum e Gingrich affilano i coltelli.

19/01/2012

Con l’annuncio del ritiro di Rick Perry arrivato giovedì in mattinata (Perry ha deciso di dare il proprio endorsement a Newt Gingrich) si restringe a quattro il gruppo di candidati ancora in gara per la nomination del Partito Repubblicano e la corsa verso la presidenza si fa, forse, più interessante.

Con meno contendenti tra cui scegliere, l’ala conservatrice del GOP, che fin qui è apparsa poco convinta di Mitt Romney, deve decidere se andare dietro Gingrich o Rick Santorum e, in questo senso, il voto in South Carolina di sabato sarà decisivo. Ron Paul, il quarto ancora in gara, continua a farsi il portavoce del messaggio libertario, ma quasi senz’altro non avrà i numeri per competere seriamente per la nomination.

Nel dibattito tenutosi ieri sera a Charleston e trasmesso in diretta televisiva da CNN, si è registrata un’ottima performance di Santorum, che pare più a proprio agio su un palcoscenico con meno pretendenti e più tempo per parlare delle proprie idee.

Gingrich ha aperto la serata in maniera scoppiettante, con un attacco alla stampa come forse non se ne erano mai visti prima (il moderatore di CNN John King ha scelto di porgli la domanda d’apertura sulla vicenda dell’ex moglie Marianne, la seconda di tre, che lo accusa in queste ore di averle chiesto un “matrimonio aperto” in modo da poter continuare a vedere l’allora amante, oggi moglie, Callista). Gingrich ha risposto criticando aggressivamente CNN e i media tradizionali per quella che secondo l’ex presidente della Camera è una voluta strategia di accuse ai repubblicani per difendere il Presidente Obama. Gingrich ha chiamato la domanda di King “una delle cose più spregevoli mai viste”.

Il resto della sua performance è stato complessivamente buono (come del resto in passato, Gingrich sa difendersi nei dibattiti). Rimangono molti dubbi sulla sua attitudine arrogante e presuntuosa, che lo rende tutt’altro che simpatico (a questo link, qualche imperdibile citazione dallo statista Gingrich, ripescate dalla squadra elettorale di Romney).

Romney si è comportato in maniera abbastanza neutra, la strategia da lui preferita fin qui, lasciando il palcoscenico ai rivali Gingrich e Santorum, il cui scontro per l’ala conservatrice del partito sta dividendo l’elettorato di destra in due, garantendo a Romney il resto dei voti repubblicani e, quindi forse, anche la nomination. L’ex governatore del Massachusetts appare però ancora impacciato sulla questione della dichiarazione dei redditi e, in generale, fatica a rispondere in maniera convincente alle domande sulla sua enorme ricchezza personale.

È molto probabile che uno dei due fra Gingrich e Santorum si ritirerà dopo il South Carolina. In questo momento, Gingrich è risalito molto nei sondaggi, arrivando a pareggiare, se non addirittura superare Romney, ma Santorum sembra sicuro di sé, rinvigorito anche dalla notizia arrivata proprio giovedì della sua vittoria in Iowa (inizialmente sembrava avesse ricevuto otto voti in meno di Romney, mentre un riconteggio delle schede sembrerebbe indicare che ne ha collezionati una ventina in più).

Anche per Romney il South Carolina diventa sempre più cruciale. Sarà forse l’ultima occasione per l’ex governatore del Massachusetts di competere contro una destra divisa e, dal suo punto di vista, è senz’altro meglio chiudere le cose in fretta senza che la vicenda si trascini oltre, dando il tempo ai conservatori di mobilitarsi a favore di uno dei rivali.

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3 commenti leave one →
  1. 21/01/2012 15:34

    Credi che in caso di vittoria di Gingrich in South Carolina le primarie sarebbero riaperte? Oppure si trascinerebbero semplicemente più a lungo del previsto? Non so se Santorum sarebbe disposto a rinunciare alla propria candidatura, ma è anche vero che la sua campagna è andata ben oltre le proprie aspettative. Non mi sorprenderebbe un accordo con Gingrich, ma neppure, in fondo, un patto con Romney, magari con la promessa della candidatura alla vicepresidenza. Non so se sia un’ipotesi plausibile, ma permetterebbe al frontrunner di chiudere il discorso nomination.

    Quanto a Paul a questo punto credo intenda correre finché le tasche reggeranno, cercando di strappare delegati e influenza alla convention. Non escluderei che almeno in questo obiettivo possa riuscire. Paul ha riscosso un notevole successo tra i giovani e il popolo di internet, è stato molto capace a gestire la comunicazione sebbene “messo in disparte” dai media, ma credo in ogni caso che l’attaccamento sia più al personaggio che al messaggio che trasmette. Nel senso che un candidato libertario che corresse tra quattro anni (ipoteticamente) anche con la benedizione di Ron Paul e con la stessa macchina elettorale non riuscirebbe ad eguagliare il risultato.

    Intanto, la lotta fratricida nel GOP ha ridato slancio ad Obama, curioso leggere il tuo pezzo sulla ripartizione della responsabilità della crisi rispetto all’amministrazione Bush. Forse, lentamente, gli americani stiano cominciando a rendersi conto che di alternative credibili non ce ne sono.

    • Valentina Pasquali permalink
      23/01/2012 18:44

      Sul dopo-South Carolina, direi che hai gia’ la risposta. La vittoria di Gingrich ha sbalordito tutti, anche in termini di percentuale (40,4%), quindi la campagna elettorale non solo continua, ma si fa sempre piu’ calda. Voto decisivo in Florida, a questo punto piu’ per Mitt Romney, che deve fare davvero molto bene se non addirittura vincere, che per gli altri (Gingrich si e’ conquistato un po’ piu’ di tempo). L’establishment repubblicano (basta leggere gli editoriali delle ultime ore) e’ davvero terrorizzato dall’idea di una vittoria di Gingrich e quindi fara’ di tutto per aiutare Romney, che va considerato ancora il favorito, anche in termini di risorse e organizzazione. Ma dato lo scetticismo con cui la base del GOP guarda ai leader del partito (gia’ dalle elezioni di medio termine del 2010) non e’ detto che questa strategia non finisca per aiutare Gingrich anziche’ Romney.

      Dici bene, Santorum ha ora una posizione un po’ strana. L’ala dura del GOP sembra stia accordandosi su Gingrich, ma lui per ora sembra intenzionato a rimanere in corsa, nonostante abbia meno risorse degli altri due. Bisognera’ vedere cosa succede nei prossimi giorni, i conservatori faranno probabilmente molta pressione affinche’ Santorum lasci e dia il via libera a Gingrich (basti pensare che la settimana scorsa c’e’ voluto qualche giorno a Rick Perry, che stava andando malissimo, molto peggio di Santorum, a annunciare l’abbandono). Penso Santorum debba farsi spazio con la Florida oppure togliersi di mezzo. In teoria, sembrerebbe piu’ probabile che finisca nel camp di Gingrich, ma, per me hai ragione, non e’ detto.

      Su Ron Paul sono d’accordo: rimane in gara sperando di accumulare piu’ delegati possibili e quindi influenzare l’agenda del GOP su uno o due temi che gli interessano particolarmente (politica monetaria e Federal Reserve, ad esempio). Ma non sembra in grado di andare oltre il limite di voti gia’ raggiunto e di competere seriamente per la nomination.

      Per quanto riguarda Obama, si pensa gia’ da tempo che il suo maggior punto di forza a novembre sara’ la debolezza dei candidati repubblicani (che si tratti di Romney o, ancor piu’, di Gingrich o Santorum). Una lunga lotta interna al GOP potrebbe indebolirli sempre di piu’, con attacchi incrociati che fanno il lavoro sporco al posto di Obama. E’ anche vero che se gli scheletri nell’armadio vengono alla luce troppo presto, la cosa potrebbe avvantaggiare chi emerge dal fratricidio repubblicano, perche’ magari ora che inizia davvero la campagna per le presidenziali a settembre, gli elettori se ne saranno gia’ scordati o avranno gia’ digerito la cosa.

      Per Obama l’ostacolo grosso rimane l’economia, non tanto il quadro statico al momento del voto, ma piuttosto le tendenze dinamiche dei mesi che lo precederanno (l’economia migliora o no?) I dati su Bush di quel sondaggio di cui ho scritto, sono molto interessanti. Pero’ bisogna ricordarsi che sulla scheda elettorale ci sara’ Obama e non l’ex presidente, quindi bisogna stare attenti a dargli piu’ valore di quello che forse hanno.

  2. 24/01/2012 04:38

    Grazie per la risposta esaustiva.

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