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Dopo le pellicole fotografiche, scompariranno anche i libri?

19/01/2012

In questi giorni impazza in America la polemica su SOPA e PIPA, due disegni di legge proposti alla Camera e al Senato volti, secondo gli autori, a fermare la pirateria di contenuti protetti da copyright, ma, secondo i critici, che avrebbero conseguenze devastanti per il libero funzionamento della rete (ieri alcuni dei siti web più popolari, a partire da Wikipedia, hanno fatto sciopero interrompendo tutte le proprie attività). Giovedì, inoltre, è scoppiato lo scandalo Megaupload, un sito diventato famoso perchè permette agli utenti di scaricare materiale piratato (agenti federali hanno arrestato i dirigenti della società e bloccato Megaupload.com e, per tutta risposta, il gruppo di hacker Anonymous ha interrotto l’accesso al sito del dipartimento della Giustizia).

Nel frattempo, sono uscite sempre giovedì due altre notizie a sfondo tecnologico che potrebbero segnalare la fine di un’era, quella del libro stampato come lo conosciamo oggi.

Apple ha annunciato il lancio di iBooks Author, una app scaricabile gratuitamente e che dovrebbe permettere a tutti i volonterosi di auto-pubblicare libri, con varie funzioni interattive integrate, sull’iPad. In parallelo alla presentazione di iBooks2, una versione aggiornata della precedente app per leggere sul popolarissimo tablet di Apple (pensata, fra le altre cose, per sostituire i libri di testo delle scuole), si tratta questa di una mossa aggressiva da parte della società fondata da Steve Jobs verso la conquista dell’editoria online.

Il mercato degli ebook è ancora dominato da Amazon, piattaforma su cui, da aprile, la vendita di libri in formato digitale per Kindle ha superato quella dei rispettivi ancora fatti di carta. Apple è più che mai determinata a recuperare il terreno perduto, puntando, come detto, sui testi per le scuole, ma anche sul nuovo settore del self-publishing, un sistema che, grazie alle nuove tecnologie, permette a chiunque di pubblicare i propri libri e a venderli al prezzo desiderato.

Il mondo dell’editoria, già in crisi, ha di che temere, con i suoi vari livelli di redattori, contro-redattori, pubblicisti, agenti, stamperie, una macchina che potrebbe essere spazzata via del tutto se il self-publishing dovesse davvero prendere piede.

Naturalmente, siamo solo all’inizio di quello che si prospetta come un processo lungo e tortuoso. Sta di fatto che la notizia del lancio di iBooks Author arriva proprio nel giorno in cui la mitica casa fotografica americana Kodak ha fatto richiesta di essere ammessa nel cosiddetto Chapter 11, lo stato di bancarotta che, secondo le leggi americane, permette alle aziende di ristrutturare le proprie attività libere da creditori e contratti sindacali.

Anch’essa devastata dallo sviluppo delle nuove tecnologie della fotografia digitale, Kodak ha in programma di provare a riemergere dalla bancarotta concentrandosi su stampanti e inchiostro (oltre che vendendo il proprio tesoro di brevetti). Anche se ce la dovesse fare, cosa che in molti dubitano, si tratterà comunque di una realtà completamente diversa da quella dell’azienda diventata famosa nel mondo grazie alla qualità delle proprie pellicole e di tutti i materiali per lo sviluppo e la stampa dei negativi nell’era pre-digitale.

Insomma, che la fotografia tradizionale sia ormai finita lo si sa già da tempo. Sarà questo anche il destino dei libri?

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