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I paradossi elettorali delle riforme sanitarie di Obama e Romney

17/11/2011

Il Washington Post riflette con una certa saggezza su quello che è forse il paradosso più incredibile, ma meno discusso, di questa campagna elettorale per le presidenziali del 2012.

In un momento storico in cui non si fa altro che lamentarsi dell’eccessiva polarizzazione ideologica del Congresso, che impedisce al governo americano di prendere le decisioni necessarie a far fronte all’attuale crisi economica, i due più probabili candidati alla Casa Bianca, ovvero il presidente in carica Barack Obama e l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, sono entrambi obbligati a sorvolare, se non addirittura a rinnegare le riforme sanitarie, simili tra di loro e politicamente moderate, che sono riusciti a far approvare nei rispettivi mandati di governo.

Se ai liberal la riforma di Obama non piace perchè è senza la cosiddetta “opzione pubblica” (che avrebbe offerto ai cittadini la possibilità di sottoscrivere lo stesso tipo di polizze assicurative disponibili, ad esempio, ai membri del Congresso), i conservatori hanno fatto di Obamacare il punto focale dei propri attacchi, da cui non è mai salvato nemmeno Romney, sulla cui legge quella successiva di Obama è evidentemente modellata.

La Corte Suprema deciderà del futuro della riforma sanitaria federale l’estate prossima. Nel frattempo, l’amministrazione ne parla il meno possibile e, sicuramente, non ne fa un vanto del primo mandato di governo. Romney, intanto, ha perfezionato l’arte della contraddizione in termini, sostenendo che la propria riforma della sanità in Massachusetts era proprio quello di cui c’era bisogno in quello stato, ma che non potrebbe mai essere replicata su scala nazionale.

Insomma, invece che difendere quello che è, quasi certamente, il loro maggior successo legislativo, una legge moderata, costruita sulla base di idee che, negli anni, sono state sostenute da entrambi i partiti, sia Obama sia Romney sperano invece che gli elettori se ne scordino, visto un clima elettorale che pare ormai completamente privo di logica.

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