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I repubblicani contro gli immigrati

19/10/2011

Il premio per l’osservazione più sconcertante del dibattito televisivo di martedì sera in Nevada va senz’altro a Michele Bachmann, che ha pensato bene di suggerire che gli Stati Uniti, oggi in crisi, siano rimborsati finanziariamente per l’impegno militare americano dalle nazioni che sono state “liberate” recentemente, a partire dall’Iraq.

Al di là di questa perla di saggezza, l’aspetto forse più preoccupante della serata, tra i tanti va detto, è la retorica impiegata in egual misura da tutti i candidati repubblicani alla presidenza nel parlare della questione dell’immigrazione clandestina. Ad esempio, gli immigrati senza documenti sono diventati ormai solamente gli “illegal”, senza che ci sia più bisogno di specificare che si tratta, per l’appunto, di “immigrant” e, quindi, esseri umani.

In un momento storico in cui il popolo americano è, forse per la prima volta nella sua storia, preoccupato del futuro, e in cui bisogna quindi trovare un capro espiatorio, gli immigrati non in regola (ce ne sono circa 11 milioni e altri continuano a arrivare, soprattutto dal Messico, anche se si tratta di un fenomeno in declino) sono additati dai repubblicani come la causa di tutti i mali (assieme, naturalmente, alla riforma sanitaria, alla legge Dodd-Frank e alla Federal Reserve). Rick Perry promette esercito e droni per pattugliare il confine, Mitt Romney vuole costruire un muro tra gli Stati Uniti e il Messico, Michelle Bachmann gioca al rialzo con un doppio muro e Herman Cain è arrivato a suggerire un muro elettrificato (l’ex Amministratore delegato di Godfather pizza ha solo parzialmente ritrattato tale idea). Insomma, si punta proprio come al casinò.

Eppure, nonostante questo, il Partito Repubblicano continua a sperare di migliorare la propria performance con gli elettori di origine centro-americana, contando sulla loro frustrazione rispetto alla situazione economica (la crisi li ha colpiti in maniera particolare) e sui valori tradizionali e conservatori tipici dell’elettorato ispanico. Per il momento, la strategia non sta pagando molto. Che strano…

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