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Dal carrozzone elettorale: Perry propone di invadere il Messico mentre Obama vira a sinistra

03/10/2011

Continuano i problemi per il governatore del Texas e candidato alla nomination del Partito Repubblicano Rick Perry, il quale nel weekend è inciampato in due nuove gaffe imbarazzanti:

  • Durante un raduno elettorale in New Hampshire sabato, Perry ha dichiarato che l’estrema violenza provocata dalla guerra messicana della droga “potrebbe richiedere l’invio delle nostre truppe in Messico, per lavorare assieme alle autorità locali e uccidere questi cartelli e tenerli al di là dei nostri confini”. Si tratta naturalmente di una proposta che, se messa in pratica, violerebbe la sovranità del Messico. Difficile immaginare che piaccia al Presidente Felipe Calderon.
  • Sempre sabato è emerso anche, grazie a un’indagine del Washington Post, che la famiglia Perry ha usato per anni una riserva di caccia conosciuta come “niggerhead”, un termine carico di risonanze razziste. Perry, che ha subito condannato l’uso del nome e dichiarato che la famiglia ha prima ridipinto poi rigirato la pietra miliare su cui è intagliato (secondo il Washington Post tale pietra rimane fissa all’ingresso della riserva), è stato attaccato in particolare da Herman Cain, l’unico nero americano tra i candidati repubblicani alla presidenza e nelle ultime settimane in testa nei sondaggi.

La campagna per la rielezione del Presidente Obama intanto vira a sinistra. In un rapporto redatto dal portavoce di Obama Ben LaBolt, reso pubblico questa mattina, i candidati alla nomination del GOP sono criticati per l’estremismo politico. “Dall’economia all’immigrazione, il governatore Perry, il governatore Romney e gli altri candidati repubblicani hanno fatto proprie posizioni politiche a cui il popolo americano è opposto”, ha scritto LaBolt. “La campagna per vincere la nomination repubblicana si è trasformata in una campagna per il cuore del Tea Party”. Il rapporto di LaBolt cita una serie di statistiche secondo cui una maggioranza di americani sarebbe favorevole a un aumento del carico fiscale per i più ricchi e contro una riforma del sistema pensionistico di Social Security, posizioni invece sostenute dall’ala conservatrice del Partito Repubblicano.

Intanto, dopo che la Florida aveva annunciato venerdì di voler anticipare le proprie primarie di stato al 31 gennaio (creando panico nel resto del paese), il South Carolina ha risposto a tono lunedì, fissando per il 21 gennaio il proprio voto. Si attendono ora le decisioni di New Hampshire, Iowa e Nevada, i tre stati che tradizionalmente aprono la stagione elettorale. Il New Hampshire ha addirittura minacciato di spostare le proprie primarie al dicembre 2011. Più probabilmente, le urne si apriranno a inizio gennaio, tra tre mesi circa. L’anticipazione dell’inizio delle elezioni potrebbe scoraggiare il governatore Chris Christie, che sta riflettendo sull’eventualità di candidarsi, ma a cui rimarrebbero solo poche settimane per lanciare una campagna elettorale competitiva a livello nazionale.

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