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L’America s’impoverisce

13/09/2011

Arrivano oggi nuovi preoccupanti segnali sullo stato dell’economia americana dal U.S. Census Bureau.

Il 15,1 percento di americani, ovvero circa 46,2 milioni, ha vissuto in povertà nel 2010. Si tratta del tasso più alto registrato dal lontano 1993. Si tratta inoltre del quarto anno consecutivo in cui si registra un aumento. Nel 2010, si intendeva per soglia di povertà un reddito annuo di 22.314 dollari per una famiglia di quattro persone.

Mentre cresce la povertà diminuiscono, in generale, i redditi. Oggi, la tipica famiglia americana guadagna meno di quanto non guadagnasse nel 1997 (naturalmente se si tiene conto dell’inflazione).

La situazione è particolarmente difficile per le minoranze etniche, neri e immigrati di origine centro e sud-americana, e per i bambini.

Su Salon, intanto, un’analisi, e qualche dato, molto interessante a proposito dei disoccupati di lungo periodo: solo il 37% di costoro riceve sussidi pubblici, che, in media, coprono solo il 35% degli stipendi settimanali che incassavano quando ancora avevano un lavoro. Ci sono oggi circa 2 milioni di persone che sono disoccupate da più di novantanove settimane, quindi senza più diritto a alcun aiuto statale o federale e con profili professionali sempre meno allettanti per i datori di lavoro che anche volessero assumere.

Si tratta di una fotografia drammatica, di fronte alla quale il Congresso a maggioranza repubblicana si rifiuta di considerare qualsiasi soluzione che non includa ulteriori tagli alla spesa pubblica e simultanei tagli alle tasse per gli americani più ricchi. Invece, il direttore del Congressional Budget Office Doug Elmendorf, che ha testimoniato davanti alla super-commissione sul debito questa mattina, ha invitato Washington a riconsiderare la spesa pubblica come mezzo per mitigare la crisi, sostenendo che un intervento del governo federale oggi non è necessariamente in contraddizione con politiche fiscali che riducano il debito nel lungo periodo.

Per chi volesse rivistare in chiave moderna le politiche del New Deal, che, come si sa, seguirono un percorso tutto diverso da quello scelto dalla classe politica oggi, esce in libreria il nuovo libro di Michael Hiltzik, un editorialista del Los Angeles Times, intitolato “”The New Deal: A Modern History”. Qui un’intervista a Hiltzik su Salon.

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