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Obama all’attacco, ma da una posizione di svantaggio

09/09/2011

È stato un Presidente Obama deciso e aggressivo a parlare alla sessione plenaria del Congresso giovedì sera, quando ha presentato un piano per la ripresa e l’occupazione da circa 450 miliardi di dollari chiamato “the American Jobs Act”. Il piano comprende, fra le altre cose, tagli alle tasse per i dipendenti e per i datori di lavoro (solo aziende medio-piccole), nuovi investimenti nelle infrastrutture e nelle scuole pubbliche e un prolungamento dei sussidi di disoccupazione. Il presidente ha intimato deputati e senatori: “Dovete approvare questo testo di legge subito” e ha invitato tutti a mettere da parte le divisioni ideologiche e il “circo della politica” per concentrarsi sul futuro del paese. Obama ha poi promesso che il costo della manovra verrà interamente coperto da risparmi in altri settori della spesa pubblica, che verranno presentati dalla Casa Bianca la settimana prossima.

Questo un sommario di CNN sui punti di azione principali contenuti nell'”American Jobs Act”. Questo il “Fact sheet” della Casa Bianca.

Mark Zandi, un analista di Moody’s, prevede che il piano proposto da Obama potrebbe creare 1,9 milioni di posti di lavoro e far crescere l’economia di circa il 2%.

Mai citata nel discorso di Obama (qui il testo integrale) la parola “stimolo”, ormai diventata tabù data la rigida posizione dei repubblicani contro ogni forma di intervento pubblico sull’economia e data la convinzione condivisa da molti americani che il pacchetto di stimolo economico da quasi 900 miliardi approvato nel 2009 non abbia ottenuto i risultati desiderati. Naturalmente ci hanno pensato i candidati repubblicani alla presidenza, nell’immediato dopo-discorso, a inserire questo termine nel dibattito sulla proposta economica di Obama.

“Come il programma di stimolo economico da 800 miliardi portato avanti dal presidente in passato,” ha dichiarato il governatore del Texas Rick Perry, “questa proposta offre ben poche speranze ai milioni di americani che hanno perso il lavoro durante la sua amministrazione e ai contribuenti che hanno, giustamente, paura che i propri figli erediteranno montagne di debito”.

Per Michele Bachmann, il presidente “ha fatto l’ennesimo discorso politico in cui ha ripetuto ancora una volta le stesse proposte politiche che stanno uccidendo l’economia degli Stati Uniti”.

Sulla questione che si tratti di stimolo o meno, bisogna attendersi una lunga battaglia terminologica fra i rappresentanti dei due partiti, con il GOP che cercherà, e probabilmente riuscirà, a ritrarre questo come l’ennesimo tentativo dell’amministrazione di espandere i poteri del governo federale.

Per il resto, le reazioni dei repubblicani al Congresso sono state cordiali, ma, prevedibilmente, scettiche. Il Presidente della Camera John Boehner, tra i più ottimisti, ha dichiarato: “Le proposte fatte dal presidente questa sera meritano la nostra considerazione. Speriamo che, a sua volta, il presidente consideri anche le nostre idee. La mia speranza è  che si possa lavorare assieme per mettere fine all’incertezza in cui si trovano a operare le famiglie e le piccole aziende e creare un ambiente migliore per una crescita economica di lungo-periodo e la creazione di posti di lavoro nel settore privato”.

Per ora, l’impressione è che, almeno nella forma attuale, questa proposta di legge non riuscirà a ottenere l’approvazione di entrambe le camere e quindi non diventerà legge in tempi brevi.

Per Obama rimane il problema che il discorso fatto ieri sera, pur convincente, arriva oggi da un presidente visto, da più lati, come debole e irrilevante, incapace, per questioni di semplice matematica congressuale, di far approvare una manovra economica davvero efficace. Obama ha promesso che presenterà questa nuova proposta per l’occupazione in ogni angolo del paese. Se vuole ritrovare un po’ di mordente, dovrà convincere l’opinione pubblica della validità della sua strategia.

Questo il video del discorso:

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