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A rischio 120.000 posti di lavoro alle poste

12/08/2011

Le dirigenze del servizio postale americano, USPS, che è pubblico ma il cui bilancio è indipendente e separato dal resto del governo federale, hanno proposto di tagliare 120.000 posti di lavoro entro il 2015, e di ridurre sostanzialmente i benefit pensionistici e sanitari. Il piano comprenderebbe anche la chiusura di 3.700 uffici postali in tutto il paese.

Data la grossa diminuzione del traffico postale negli ultimi anni (negli ultimi 10 anni, le poste hanno elminato un totale di 212.000 posti di lavoro) USPS si trova a affrontare un grosso deficit di bilancio e rischia di diventare insolvente già il mese prossimo. Tra le altre proposte per risparmiare soldi anche quella di consegnare la posta solo cinque giorni a settimana, invece dei sei attuali.

Naturalmente, per poter procedere con questo piano di ristrutturazione, che viola i contratti sindacali, infuriando i sindacati nazionali e mettendone la sopravvivenza in grave pericolo, USPS ha bisogno di un voto favorevole da parte del Congresso.

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