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L’accordo sul debito non arresta la crisi americana

02/08/2011

UPDATE: Il Senato ha ratificato martedì l’accordo sul debito, seguendo l’esempio della Camera, con 74 voti favorevoli e 26 contrari.

Dati sempre più allarmanti sullo stato dell’economia americana, a proposito di cui si fa davvero fatica a parlare di ripresa.

Le famiglie statunitensi hanno ridotto i consumi dello 0,2% nel mese di giugno, la prima volta in circa due anni. E gli stipendi sono cresciuti solo dello 0,1%, il risultato peggiore degli ultimi nove mesi.

In molti dubitano che l’accordo sul debito raggiunto al Congresso domenica sera, approvato lunedì dalla Camera, e oggi al voto al Senato, possa aiutare questa ripresa anemica. Anzi, si teme che l’era dell’austerità che si prospetta non farà altro che peggiorare il già elevatissimo tasso di disoccupazione e quindi ridurre ulteriormente la domanda (qui Politico ricostruisce i retroscena dell’accordo).

Ci si chiede inoltre su quale base storica o politica dovremmo credere che la super-commissione bipartisan per la riduzione del deficit, creata dall’accordo sul debito e incaricata di identificare il secondo trilione di risparmi (oltre i primi mille miliardi di tagli già determinati automaticamente con il passaggio della legge questa settimana) riuscirà a formulare un piano d’azione capace di ottenere il sostegno del Congresso. Queste commissioni hanno una lunga tradizione fallimentare e, in particolare in un momento di divisioni ideologiche come quello di oggi, non si vede come repubblicani e democratici potranno davvero condurre i negoziati in buona fede.

Quello che è certo è che, con l’inizio dei lavori della commissione, discenderà su Washington un esercito di lobbisti. In caso di un mancato accordo, infatti, il patto sul debito prevede ulteriori tagli automatici che colpirebbero, in particolare, sanità e difesa. Si prevede dunque che i rappresentanti di queste due industrie (tra le più ricche e potenti del paese) si sfideranno a duello per decidere quale settore debba soffrire i tagli maggiori.

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