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Un congresso costipato

06/07/2011

Il 112mo Congresso americano rischia di passare alla storia come uno dei meno produttivi.

Se lo si giudica sulla base del numero di proposte trasformate in legge, di nomine dell’esecutivo confermate, di votazioni organizzate fin qui, il Chicago Tribune calcola che la sessione congressuale 2011/2012  rischia di sorpassare, quanto a inefficienza, persino quella del 1948, che l’allora presidente Harry Truman soprannominò il “do-nothing Congress”.

Un ciclo elettorale biennale sempre più competitivo e costoso e la polarizzazione del dibattito politico sono certamente tra i responsabili.

L’ultima empasse, naturalmente, quella a proposito dell’innalzamento del cosiddetto “debt ceiling”. Con la deadline del 2 agosto che si avvicina, data in cui il Ministero del Tesoro prevede che gli Stati Uniti cominceranno a essere insolventi sui propri debiti, il Presidente Obama è intervenuto nuovamente oggi, segnalando che i negoziati si sono forse parzialmente sbloccati durante il weekend, e invitando i leader del Congresso a un meeting alla Casa Bianca giovedì.

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